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“La musica può fare molto di più che divertire”
Cagli – “In questo modo tanti giovani che non hanno avuto occasione di affrontare la musica di Fernando Mencherini possono entrarci in contatto”. Renzo Cresti, musicologo, studioso e storico della musica, grande esperto di musica contemporanea non ha dubbi sull’utilità per concorso per diffondere la musica contemporanea. Chiamato, per la seconda volta, a far parte della giuria del concorso internazionale di interpretazione di musica contemporanea Fernando Mencherini, Cresti sottolinea: “Purtroppo nei conservatori la musica contemporanea si affronta molto poco, quindi queste occasioni servono a mettere in moto delle situazioni che favoriscano una (seppur piccola) circuitazione della musica contemporanea. Naturalmente mi riferisco a un concorso legato all'interpretazione, quelli di composizione meriterebbero un discorso a parte. Ribadisco quindi che in questo caso i concorsi sono utilissimi per far conoscere un compositore ai giovani: dalla prima edizione del concorso Mencherini a oggi ci sono centinaia di giovani che hanno letto le sue partiture, le hanno in casa e anche se magari non lo eseguono subito, imparano a conoscerlo, sanno chi è ed è probabile che nel corso della loro carriera inizieranno a suonarlo. La diffusione si fa così: passo dopo passo”.
Sulla musica di Fernando Mencherini, poi, aggiunge: “è inattuale. La sua grande ricchezza sta proprio nella sua inattualità. Nel fatto di non aderire alla richiesta di una musica di pronta presa, estremamente decifrabile, immediata. La sua è una musica che ha profondità, è una musica alla ricerca costante dell'essere e dell'esserci dell'uomo. E di questo noi oggi abbiamo un bisogno estremo, perché altrimenti l'incultura ci impedisce di riflettere, non abbiamo più i mezzi critici per poter capire qual è il senso del nostro essere su questa terra. Resterebbe semplicemente una musica ludica, che va benissimo, è un aspetto, quello ludico, che la musica ha sempre considerato ed è giusto che ci sia, ma è solo uno degli aspetti. La musica può fare molto di più che divertire, che dare un minuto di svago. La musica è in grado di sondare la profondità dell'essere. E questo nella musica di Fernando Mencherini è portato all'estremo, la sua musica vive di ossessioni, della capacità di riflettere su se stesso, sulle nevrosi che la società di oggi produce, sulle difficoltà del vivere. Se non riflettiamo su tutto ciò, allora siamo solo delle persone che passano sulla terra senza lasciare alcuna orma. Questo è indubbiamente un grande insegnamento di Fernando Mencherini. E poi ci sarebbe da fare il discorso della tecnica. Un musicista è tale se ha la tecnica, la tecnica è una condizione necessaria per essere un (grande) musicista. Necessaria, ma non sufficiente. Proprio per ciò che dicevo prima: la tecnica deve poi sostanziarsi di un vissuto vero, di un vissuto che comunica il senso della vita”.
Riguardo alla musica contemporanea, il docente ed ex direttore del conservatorio di Lucca aggiunge: “L'ultima svolta epocale nella musica c'è stata negli anni ‘80, quando metodologie legate alla musica contemporanea sono cambiate con l'affermazione di ciò che è stato poi chiamato il postmoderno. Negli ultimi 5 o 6 anni si può invece notare una enorme difficoltà di presentare in qualsiasi forma la musica contemporanea. Non credo che questo dipenda dalla crisi, anzi: ci sono degli elementi che non sono legati direttamente all'economia. Penso che si possano fare tante cose, e il Concorso Mencherini ne è un ottimo esempio, pur senza dover spendere tanti denari. Quel che invece trovo grave e purtroppo in peggioramento negli ultimi anni, è il disinteresse culturale, un disinteresse che si aggrava sempre di più. Ricordo quando ci siamo conosciuti con Fernando, all'inizio degli anni '80: era un periodo ricco di fermenti, un decennio di crescita. Poi negli anni ‘90 sono iniziate le difficoltà: venivano chiuse le prime orchestre e anche gli spazi hanno conosciuto sempre maggiori difficoltà. Dall'inizio del 2000 la situazione si è ulteriormente aggravata. Con il risultato che la musica contemporanea non la conosce più nessuno, perché i teatri non la programmano, le radio che prima facevano dei programmi interessanti ora sono spariti. Un concorso come questo è uno strumento utilissimo proprio perché così i giovani hanno una traccia da seguire, altrimenti questa musica per loro resta una parola vuota, qualcosa che non saprebbero definire. Bisogna cercare dei mezzi che si inseriscano come un cuneo in questo mare magnum di banalità e disinteresse, in modo che i giovani possano avere dei punti di riferimento”.
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lunedì 3 giugno 2013
“Un piacere riascoltarlo, specie nel suo teatro”
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“Un piacere riascoltarlo, specie nel suo teatro”
Cagli – “Fernando Mencherini mi è rimasto nel cuore, sia come grande compositore, sia come una persona di grandissima umanità e spessore”. Appena scelti i vincitori del concorso internazionale di interpretazione di musica contemporanea dedicato al compositore cagliese, lo ha detto Massimo Mazzoni, sassofonista e direttore del conservatorio di Fermo.
“Riascoltare per due giorni le sue musiche – ha detto - è stato un enorme piacere, soprattutto in questo teatro che è stato il suo teatro, il teatro della sua città”.
Riguardo ai musicisti tra i quali ha dovuto scegliere i vincitori, per Mazzoni “è stato un vero piacere vedere tutti questi giovani interpreti che si sono cimentati in composizioni di grande difficoltà, sia dal punto di vista tecnico, sia da un punto di vista interpretativo. È un bel segnale in un momento in cui la musica contemporanea vive le sue difficoltà. Vedere questi giovani proiettati nelle composizioni di Fernando Mencherini è un segnale importante, molto positivo, verso la musica contemporanea e ovviamente verso la musica di Fernando. Inoltre ho visto da parte di questi giovani l'interesse a perseguire e proseguire lo studio, nel senso di affrontare nuove partiture. Il livello è stato interessante: ci sono state sicuramente delle eccellenze particolari, ma anche un ottimo livello generale”.
Riguardo a Piangere la pietra, il brano che ha suonato a conclusione della serata di premiazioni, ha aggiunto: “
“È un brano particolarmente intenso, un brano dove la voce di Sanguineti dialoga con il sax baritono. Un sax che suona in maniera molto ritmica, molto sincopata, con degli arpeggi, con delle divagazioni armoniche, delle modulazioni, un brano di grande impatto. All'interprete del sax viene richiesta concentrazione e anche molta energia, necessita di una certa fatica per poter sostenere continuamente questo ritmo così presente in tutto il brano. È un brano che ho eseguito varie volte dal vivo insieme a Sanguineti, dopo la sua scomparsa ne è stata fatta questa versione con voce registrata, che è stata anche incisa ed è un brano a cui sono particolarmente affezionato”.
“Un piacere riascoltarlo, specie nel suo teatro”
Cagli – “Fernando Mencherini mi è rimasto nel cuore, sia come grande compositore, sia come una persona di grandissima umanità e spessore”. Appena scelti i vincitori del concorso internazionale di interpretazione di musica contemporanea dedicato al compositore cagliese, lo ha detto Massimo Mazzoni, sassofonista e direttore del conservatorio di Fermo.
“Riascoltare per due giorni le sue musiche – ha detto - è stato un enorme piacere, soprattutto in questo teatro che è stato il suo teatro, il teatro della sua città”.
Riguardo ai musicisti tra i quali ha dovuto scegliere i vincitori, per Mazzoni “è stato un vero piacere vedere tutti questi giovani interpreti che si sono cimentati in composizioni di grande difficoltà, sia dal punto di vista tecnico, sia da un punto di vista interpretativo. È un bel segnale in un momento in cui la musica contemporanea vive le sue difficoltà. Vedere questi giovani proiettati nelle composizioni di Fernando Mencherini è un segnale importante, molto positivo, verso la musica contemporanea e ovviamente verso la musica di Fernando. Inoltre ho visto da parte di questi giovani l'interesse a perseguire e proseguire lo studio, nel senso di affrontare nuove partiture. Il livello è stato interessante: ci sono state sicuramente delle eccellenze particolari, ma anche un ottimo livello generale”.
Riguardo a Piangere la pietra, il brano che ha suonato a conclusione della serata di premiazioni, ha aggiunto: “
“È un brano particolarmente intenso, un brano dove la voce di Sanguineti dialoga con il sax baritono. Un sax che suona in maniera molto ritmica, molto sincopata, con degli arpeggi, con delle divagazioni armoniche, delle modulazioni, un brano di grande impatto. All'interprete del sax viene richiesta concentrazione e anche molta energia, necessita di una certa fatica per poter sostenere continuamente questo ritmo così presente in tutto il brano. È un brano che ho eseguito varie volte dal vivo insieme a Sanguineti, dopo la sua scomparsa ne è stata fatta questa versione con voce registrata, che è stata anche incisa ed è un brano a cui sono particolarmente affezionato”.
Otto vincitori per un concorso
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Otto vincitori per un concorso
Cagli - Un secondo premio a ex equo e pure una menzione speciale. Neppure questa volta, per la giuria del Concorso internazionale di interpretazione di musica contemporanea Fernando Mencherini, è stato facile decidere.
Giovani, ma bravi e preparati, i musicisti che hanno eseguito brani del maestro cagliese scomparso nel ’97 hanno piacevolmente stupito la giuria.
Proposto dall'associazione Contemporaneo di Cagli, con il patrocinio della Federazione Cemat e la collaborazione di Comune e Istituzione Teatro, il Concorso è stato pensato per ricordare la figura del compositore cagliese Fernando Mencherini (1949-1997), diffondendone l'opera tra le nuove generazioni di esecutori.
L'iscrizione era aperta a musicisti italiani e stranieri, purché non avessero superato i 35 anni di età. Gli interessati dovevano misurarsi con un brano del maestro cagliese tra quelli scelti per l’occasione. L’adesione è stata alta, con più di 50 iscritti da Italia, Austria, Spagna, Svizzera, Germania, Giappone.
Nel corso della serata di premiazione la giuria, composta da Massimo Mazzoni, Fausto Bongelli, Gianfranco Leli, Gastone Mencherini e presieduta da Renzo Cresti, ha annunciato i vincitori, che si sono esibiti sul palco del teatro comunale di Cagli.
Il primo premio è andato ad Angelo Arciglione (pianoforte) ed Eleonora Turtur (violino) per la capacità di costruire un suono e un fraseggio adeguato al brano, con una introspezione interpretativa raffinata e profonda, evidenziata soprattutto dalla ricerca timbrica del pianoforte.
Il secondo premio, invece, se lo divideranno Silvia Cignoli (chitarra) per la decisione con cui ha affrontato un brano impegnativo dal punto di vista tecnico, sottolineando le variazioni dinamiche e la qualità del suono e il quartetto d'archi “Sincronie” per l'apprezzabile vivacità nell'affrontare le molteplici sfaccettature del brano, in un risultato sonoro convincente.
Per aver affrontato con slancio una partitura difficile, riuscendo a esprimerne il senso complessivo, Stefano Papa (sax) si è meritato una menzione speciale.
La serata è stata conclusa dal sassofonista Massimo Mazzoni che ha eseguito un brano particolare della produzione mencheriniana: Piangere la pietra, per sax e voce, su testo e con la voce recitante (registrata) del poeta Edoardo Sanguineti.
Otto vincitori per un concorso
Cagli - Un secondo premio a ex equo e pure una menzione speciale. Neppure questa volta, per la giuria del Concorso internazionale di interpretazione di musica contemporanea Fernando Mencherini, è stato facile decidere.
Giovani, ma bravi e preparati, i musicisti che hanno eseguito brani del maestro cagliese scomparso nel ’97 hanno piacevolmente stupito la giuria.
Proposto dall'associazione Contemporaneo di Cagli, con il patrocinio della Federazione Cemat e la collaborazione di Comune e Istituzione Teatro, il Concorso è stato pensato per ricordare la figura del compositore cagliese Fernando Mencherini (1949-1997), diffondendone l'opera tra le nuove generazioni di esecutori.
L'iscrizione era aperta a musicisti italiani e stranieri, purché non avessero superato i 35 anni di età. Gli interessati dovevano misurarsi con un brano del maestro cagliese tra quelli scelti per l’occasione. L’adesione è stata alta, con più di 50 iscritti da Italia, Austria, Spagna, Svizzera, Germania, Giappone.
Nel corso della serata di premiazione la giuria, composta da Massimo Mazzoni, Fausto Bongelli, Gianfranco Leli, Gastone Mencherini e presieduta da Renzo Cresti, ha annunciato i vincitori, che si sono esibiti sul palco del teatro comunale di Cagli.
Il primo premio è andato ad Angelo Arciglione (pianoforte) ed Eleonora Turtur (violino) per la capacità di costruire un suono e un fraseggio adeguato al brano, con una introspezione interpretativa raffinata e profonda, evidenziata soprattutto dalla ricerca timbrica del pianoforte.
Il secondo premio, invece, se lo divideranno Silvia Cignoli (chitarra) per la decisione con cui ha affrontato un brano impegnativo dal punto di vista tecnico, sottolineando le variazioni dinamiche e la qualità del suono e il quartetto d'archi “Sincronie” per l'apprezzabile vivacità nell'affrontare le molteplici sfaccettature del brano, in un risultato sonoro convincente.
Per aver affrontato con slancio una partitura difficile, riuscendo a esprimerne il senso complessivo, Stefano Papa (sax) si è meritato una menzione speciale.
La serata è stata conclusa dal sassofonista Massimo Mazzoni che ha eseguito un brano particolare della produzione mencheriniana: Piangere la pietra, per sax e voce, su testo e con la voce recitante (registrata) del poeta Edoardo Sanguineti.
Piatti belli e buoni
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Piatti belli e buoni
Cagli - Il gusto della dieta mediterranea e i colori di un territorio che può offrire davvero molto. Per cucinare in primavera, aspettando che arrivi l'estate, il centro olistico Il Risveglio e la Bottega delle Erbe organizzano un corso di cucina colorata.
Maria Elena Rossi, tecnico eno-gastronomico, mescolerà con gusto e fantasia prodotti del territorio ed erbe aromatiche e spontanee, regalando qualche consiglio su abbinamenti belli e buoni.
Il corso prevede tre incontri di un'ora e mezza ciascuno. A partire da domani.
Piatti belli e buoni
Cagli - Il gusto della dieta mediterranea e i colori di un territorio che può offrire davvero molto. Per cucinare in primavera, aspettando che arrivi l'estate, il centro olistico Il Risveglio e la Bottega delle Erbe organizzano un corso di cucina colorata.
Maria Elena Rossi, tecnico eno-gastronomico, mescolerà con gusto e fantasia prodotti del territorio ed erbe aromatiche e spontanee, regalando qualche consiglio su abbinamenti belli e buoni.
Il corso prevede tre incontri di un'ora e mezza ciascuno. A partire da domani.
L'entroterra non molla
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L'entroterra non molla
Fossombrone - "L'unico aspetto positivo di questa riforma è l'unità dei tanti gruppi di resistenza locale". Lo ha detto il Coordinamento provinciale La Salute ci Riguarda a margine della manifestazione organizzata questa mattina a Fossombrone.
Partito sotto un cielo grigio che minacciava pioggia e dopo che qualche goccia era caduta, il corteo ha attraversa il centro di Fossombrone e ha raggiunto il municipio con i sindaci dell'ex comunità montana in testa e, come richiesto dal Coordinamento, senza bandiere politiche, anche se tra gli intervenuti, qualche esponente politico si è potuto riconoscere.
"Oggi c'erano non solo i rappresentanti dei comitati cittadini di Fossombrone ma anche del Comitato di Cagli e dei Comitati in rete - spiegano gli organizzatori -. In particolare questi ultimi durante la mattina hanno proposto ai sindaci del territorio una ordinanza sul ripristino del laboratorio analisi e ai cittadini una raccolta di firme a sostegno di tale ordinanza. Numerose anche le future azioni legali annunciate".
"Non molliamo - spiega il Coordinamento - è il messaggio del corteo che si è tenuto nella città simbolo di una riforma che colpisce tutta la provincia e in particolare l'entroterra e che qui, prima che altrove, nonostante le tante contestazioni da parte dei cittadini sta già mostrando le sue conseguenze".
Appena arrivati davanti al municipio, un gruppo di ragazzi di Cagli che ha aderito all'iniziativa, ha allestito una croce rossa che al suono di una sirena è diventata nera, rappresentando così l'ansia di un territorio che si vede sottrarre l'assistenza ospedaliera.
Subito dopo diversi medici del territorio, alla presenza di tutti i comitati locali e dei sindaci del territorio, hanno spiegato che dietro alle future casa della salute o ai Punti di primo intervento e ai posti letto di cure intermedie non c'è più l'ospedale e che queste trasformazioni sono state decise nonostante le proteste di medici, sindacati, cittadini e amministratori.
L'entroterra non molla
Fossombrone - "L'unico aspetto positivo di questa riforma è l'unità dei tanti gruppi di resistenza locale". Lo ha detto il Coordinamento provinciale La Salute ci Riguarda a margine della manifestazione organizzata questa mattina a Fossombrone.
Partito sotto un cielo grigio che minacciava pioggia e dopo che qualche goccia era caduta, il corteo ha attraversa il centro di Fossombrone e ha raggiunto il municipio con i sindaci dell'ex comunità montana in testa e, come richiesto dal Coordinamento, senza bandiere politiche, anche se tra gli intervenuti, qualche esponente politico si è potuto riconoscere.
"Oggi c'erano non solo i rappresentanti dei comitati cittadini di Fossombrone ma anche del Comitato di Cagli e dei Comitati in rete - spiegano gli organizzatori -. In particolare questi ultimi durante la mattina hanno proposto ai sindaci del territorio una ordinanza sul ripristino del laboratorio analisi e ai cittadini una raccolta di firme a sostegno di tale ordinanza. Numerose anche le future azioni legali annunciate".
"Non molliamo - spiega il Coordinamento - è il messaggio del corteo che si è tenuto nella città simbolo di una riforma che colpisce tutta la provincia e in particolare l'entroterra e che qui, prima che altrove, nonostante le tante contestazioni da parte dei cittadini sta già mostrando le sue conseguenze".
Appena arrivati davanti al municipio, un gruppo di ragazzi di Cagli che ha aderito all'iniziativa, ha allestito una croce rossa che al suono di una sirena è diventata nera, rappresentando così l'ansia di un territorio che si vede sottrarre l'assistenza ospedaliera.
Subito dopo diversi medici del territorio, alla presenza di tutti i comitati locali e dei sindaci del territorio, hanno spiegato che dietro alle future casa della salute o ai Punti di primo intervento e ai posti letto di cure intermedie non c'è più l'ospedale e che queste trasformazioni sono state decise nonostante le proteste di medici, sindacati, cittadini e amministratori.
Trent’anni di Mazzoleni. Si parte stasera
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Trent’anni di Mazzoleni. Si parte stasera
Cagli – Stasera uscirà il primo nome. Quello di una delle squadre che si sfideranno nel triangolare di sabato per aggiudicarsi il 30esimo Trofeo Mazzoleni.
I ragazzi di Pergola (che ha vinto la scorsa edizione), quelli di Calcinelli e dell’Atletico Biscubio sono i primi a sfidarsi, stasera, a partire dalle 19.45.
Una partita ogni ora, per il torneo che, come tradizione, si gioca in notturna e che punta a far vincere sportività e divertimento, come nello spirito di Francesco. A lui, oltre al torneo, da sabato sera sarà dedicato anche il campo sportivo di Cagli, città nella quale insegnò non solo a calciare il pallone, ma anche e soprattutto a farlo con lealtà.
Mercoledì scenderanno in campo i campioncini di Catria e Nerone, Fossombrone e Acqualagna, mentre venerdì si deciderà sul campo il terzo finalista tra le squadre di Fermignano, Cantiano e Valfoglia.
Sabato, prima del triangolare, alle 17.30, nella Sala degli stemmi del comune di Cagli ci sarà la presentazione del libro-raccolta (il secondo volume) che contiene tutti gli opuscoli e i risultati, le foto e le premiazioni di tanti anni di storia di un torneo fatto da piccoli diventati grandi che, magari, su quello stesso campo, ora, guardano sgambettare i propri figli.
Ma la cerimonia in comune è anche per presentare un’iniziativa, collegata ai 90 anni della Cagliese Calcio, da poco festeggiati: il Comune di Cagli, con una targa, dedicherà lo stadio comunale a Francesco Mazzoleni. Alla giornata non è esclusa la presenza di un ospite famoso. Parteciperà di certo, invece, la famiglia Mazzoleni, da sempre vicina a questa iniziativa, dedicata a quei giovani per Francesco tanto importanti.
Tra gli sponsor della manifestazione ci sono due aziende di Fermo: una questione sentimentale più che economica, quella che li ha spinti a partecipare, a fianco della famiglia.
Trent’anni di Mazzoleni. Si parte stasera
Cagli – Stasera uscirà il primo nome. Quello di una delle squadre che si sfideranno nel triangolare di sabato per aggiudicarsi il 30esimo Trofeo Mazzoleni.
I ragazzi di Pergola (che ha vinto la scorsa edizione), quelli di Calcinelli e dell’Atletico Biscubio sono i primi a sfidarsi, stasera, a partire dalle 19.45.
Una partita ogni ora, per il torneo che, come tradizione, si gioca in notturna e che punta a far vincere sportività e divertimento, come nello spirito di Francesco. A lui, oltre al torneo, da sabato sera sarà dedicato anche il campo sportivo di Cagli, città nella quale insegnò non solo a calciare il pallone, ma anche e soprattutto a farlo con lealtà.
Mercoledì scenderanno in campo i campioncini di Catria e Nerone, Fossombrone e Acqualagna, mentre venerdì si deciderà sul campo il terzo finalista tra le squadre di Fermignano, Cantiano e Valfoglia.
Sabato, prima del triangolare, alle 17.30, nella Sala degli stemmi del comune di Cagli ci sarà la presentazione del libro-raccolta (il secondo volume) che contiene tutti gli opuscoli e i risultati, le foto e le premiazioni di tanti anni di storia di un torneo fatto da piccoli diventati grandi che, magari, su quello stesso campo, ora, guardano sgambettare i propri figli.
Ma la cerimonia in comune è anche per presentare un’iniziativa, collegata ai 90 anni della Cagliese Calcio, da poco festeggiati: il Comune di Cagli, con una targa, dedicherà lo stadio comunale a Francesco Mazzoleni. Alla giornata non è esclusa la presenza di un ospite famoso. Parteciperà di certo, invece, la famiglia Mazzoleni, da sempre vicina a questa iniziativa, dedicata a quei giovani per Francesco tanto importanti.
Tra gli sponsor della manifestazione ci sono due aziende di Fermo: una questione sentimentale più che economica, quella che li ha spinti a partecipare, a fianco della famiglia.
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