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domenica 21 marzo 2010

“Giunta latitante sull’amianto”

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“Giunta latitante sull’amianto”
Gambioli attende  risposte sulla palestra di Porta Massara
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Cagli “E' una situazione insostenibile”. Sono le parole di Giuseppe Gambioli, consigliere comunale del Pdl che, ormai da diversi mesi, punta il dito contro l'amministrazione Catena. Nel mirino di Gambioli, e di molti esponenti dell'opposizione, c'è la palestra di Porta Massara, una struttura fatiscente e accusata di essere pericolosa a causa dell'amianto. La palestra è stata per molto tempo oggetto di scontro e di discussione e, oggi, dopo alcune analisi ambientali, è ancora al centro del dibattito politico. Gambioli non si accontenta di un'analisi ambientale perchè, a suo avviso, ne va della salute dei bambini che giocano e praticano sport, per questo chiede certezze:.

“Abbiamo bisogno di capire com'è la situazione attuale - ha commentato il consigliere del Pdl -. Per questo chiedo che si prenda la responsabilità di certificare, nero su bianco, la sicurezza della struttura. Se non ci sono certezze, allora la palestra deve essere chiusa e subito demolita”. La palestra è frequentata quotidianamente da ragazzi e da bambini, sia in orari scolastici che durante il pomeriggio e la sera, ovvero quando praticano attività private e a pagamento. “L'amministrazione ha provveduto a fare alcune analisi ambientali - spiega Gambioli - così da poter rientrare all'interno dei parametri stabiliti dalla legge, ma queste analisi non ci danno la reale percezione della quantità di amianto presente perchè le scorie si depositano e quando la palestra è vuota, senza qualcuno che pratichi un'attività sportiva, non si sollevano, quindi non vengono rilevate. Per questo occorrono analisi periodiche e fatte in presenza delle normali attività sportive”.

Queste, secondo Gambioli, sono le uniche modalità per capire l'esatta presenza dell'amianto. “La salute dei ragazzi è solo uno dei motivi per i quali deve essere chiusa questa struttura, e naturalmente la più importante. Poi c'è il problema dei parcheggi e di come la palestra possa essere sostituita da comodi e strategici posteggi per le auto”.

Tetto in fiamme Paura in centro

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Tetto in fiamme Paura in centro
Cagli

Attimi di paura giovedì pomeriggio in via Lapis. I vigili del fuoco hanno bloccato per diverse ore la strada a causa di un incendio sul tetto di un'abitazione. I vigili, accorsi subito, hanno trovato una situazione allarmante e pericolosa, tanto da rendere inagibile la casa. A quanto pare, il calore proveniente dal tubo della stufa a legna si trovava vicino ad un trave di legno portante che, nei giorni scorsi, si era scaldato così tanto da bruciare a fuoco morto. Il trave si stava consumando e nessuno si era accorto di nulla. Una tragedia evitata grazie all'intervento tempestivo dei vigili.
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venerdì 19 marzo 2010

Quattro pilastri del buongoverno dei Verdi

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Quattro pilastri del buongoverno dei Verdi

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Nove candidati alle regionali della circoscrizione di Pesaro e Urbino per costruire una società in cui dall’ecologia nasca la nuova economia.

Quattro pilastri del buongoverno dei Verdi, per costruire una società in cui dall’ecologia nasca la nuova economia. Sono i quattro assi dei nove candidati dei Verdi alle elezioni regionali della circoscrizione di Pesaro e Urbino, presentati oggi in una conferenza stampa, che si è svolta nella Sala Ferri della Provincia, ad Urbino. “I Verdi puntano alla difesa del suolo – ha detto Lorenzo Tempesta, vice sindaco del Comune di Urbino e capolista della circoscrizione -, che richiede la prevenzione del dissesto idrogeologico. Diciamo no al consumo del territorio e alla privatizzazione del bene acqua e proponiamo il lavoro verde, che include lo sviluppo sostenibile con la green economy, la bioedilizia, il turismo verde e i parchi come risorsa, coniugati con la cultura, l’agricoltura biologica e di filiera corta. Proponiamo l’aumento della raccolta differenziata dei rifiuti contro la presenza degli inceneritori, la mobilità sostenibile e pubblica, l’energia pulita, con l’applicazione del Piano energetico ambientale regionale, delle energie rinnovabili e diciamo un chiaro no al nucleare”.

Questi sono fattori, ha aggiunto Tempesta, che “secondo noi, favoriscono la qualità della vita, legata al consumare meno per una crescita felice e valorizzano non solo le ricchezze della provincia ma anche dell’entroterra, con l’obiettivo di un riequilibrio territoriale fra costa e zone interne”. Quello dei Verdi marchigiani e della provincia sono priorità che hanno “l’obiettivo di dare continuità all’azione del governo regionale e alla coalizione che candida Gian Mario Spacca – ha sostenuto Gianluca Carrabs, responsabile regionale Verdi Marche e attuale assessore regionale ai Lavori pubblici, alla Difesa del suolo, all’Edilizia pubblica, ai Territori montani e politiche per la montagna -, grazie ad una rivoluzione verde realizzata in cinque anni di buongoverno. Abbiamo fatto la scelta precisa di ripresentarci come Verdi perché crediamo nel valore del nostro operato, presente e futuro.

Un operato che ha finora permesso di creare 3.248 nuovi alloggi di edilizia sociale ad alto risparmio energetico, di assegnare 434 buoni casa per le giovani coppie, di collegare altri 147 Comuni con l’Adsl nell’obiettivo di mettere in rete tutta la regione, di realizzare 150 interventi per la difesa e per la qualificazione della costa, d’investire 18 milioni per il dragaggio e la sicurezza dei porti marchigiani, di aprire 200 cantieri per la messa in sicurezza del territorio e dei fiumi”. Un’esperienza fruttuosa, secondo Carrabs, “per la quale chiediamo agli elettori di dare un voto utile ai Verdi perché rappresentiamo l’unico partito in Italia che da quando è nato, venticinque anni fa, non ha mai cambiato nome né simbolo, quello del Sole che ride. E il sole continua ad essere la nostra garanzia, la nostra scelta per le energie rinnovabili contro il nucleare, per lo sviluppo sostenibile, per il rispetto per l’ambiente e per il territorio”.

E per la “rivoluzione verde”, si presentano come candidati, oltre a Lorenzo Tempesta di Urbino, avvocato e capolista dei Verdi nella circoscrizione, Davide Giorgini, agente di polizia penitenziaria e sindaco di Montecerignone, Massimo Guerra di Sant’Angelo in Vado, guida ambientale e consulente turistico, Pierfranco Generali di Mombaroccio, vigile urbano, Luigi Tagliolini di Pesaro, tecnico industriale, Paola Sabbatini di Cagli, agronomo, Paolo Valentini di Pesaro, promotore assicurativo e previdenziale, Elisa Fiorucci di Cagli, igienista, Francesca Passalacqua di Urbino, educatrice interculturale e sociologa.

giovedì 18 marzo 2010

Via Fonte del Duomo chiusa, Gambioli: "Che buche"

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Via Fonte del Duomo chiusa, Gambioli: "Che buche"
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Perché non viene riaperta via Fonte del Duomo? Ormai da oltre un mese sono finiti i lavori e sono anche arrivati diversi commenti. C’è chi lo paragona ad un restauro mentre tanti altri già criticano l’intervento per varie ragioni. Sta di fatto che il primo tratto che scende dalla piazza in via Fonte del Duomo è in questi giorni oggetto in città di un vivace chiacchiericcio e non si capisce perché non venga riaperto. Quale impedimento esiste ancora per riaprire la via, visto che non vi è nessuna ordinanza a giustificarne il prolungarsi di questa inspiegabile chiusura? Da oltre un mese vi è rimasta una transenna con tanto di cartello solo per indicare ai pedoni l’accesso alla farmacia. "Non è mio costume lamentarmi delle buche – dichiara il consigliere di minoranza Giuseppe Gambioli - che ci sono nelle nostre strade. Voglio però segnalare due fatti che a mio avviso meritano attenzione poiché mettono in evidenza il continuo degrado della viabilità del centro storico. Faccio presente che da mesi persistono in varie vie, grosse buche tali da essere un pericolo sia per i pedoni sia per i motocicli. L’altro aspetto riguarda la decisione presa nel riportare alla luce la vecchia ma molto sconnessa pavimentazione di arenaria, in Via Fonte del Duomo. Faccio presente che le modalità in cui è stato effettuato il suddetto intervento non potrà dare i risultati sperati di un fondo stradale agevole. Il rattoppo del fondo stradale della Via Fonte del Duomo, con tutta la buona volontà e professionalità della ditta operatrice, reca ancora molti avvallamenti e buche che già molti cittadini ne lamentano il disagio che si prova percorrendo a piedi la via. Chiedo al sindaco pertanto una maggiore attenzione sulla qualità della nostra viabilità sia per il capoluogo sia per le frazioni e soprattutto di spendere bene i soldi dei cittadini con interventi più oculati ed idonei al caso. Come appunto la pavimentazione di Via Fonte del Duomo che a mio avviso dovrebbe già essere completamente rifatta".

Oggi l’addio a Domenico

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Oggi l’addio a Domenico
Stroncato da infarto a 20 giorni dalla drammatica morte del figlio
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Cagli Una tragedia dopo l'altra nella piccola frazione di Pianello. Dopo la morte del ventiduenne Fabio Camborata, avvenuta lo scorso 27 febbraio, nella notte tra lunedì e martedì è deceduto anche il padre del giovane, Domenico Camborata, colpito da un infarto mentre stava dormendo. La moglie Maria Teresa si era accorta del respiro affannato del marito tanto che alle quattro di mattina aveva chiamato gli operatori del 118 ma per Domenico non c'è stato nulla da fare. Aveva compiuto da poco 51 anni, era una persona attiva e in salute. Inutile dire che dopo la morte del figlio Fabio, la disperazione e il dolore avevano preso il sopravvento, tanto che molti nel piccolo paese affermano: “E' morto di dolore per la perdita del figlio”.

Un dolore troppo forte

Due giorni prima della sua morte aveva lamentato forti dolori e un respiro affannato, tutti sintomi che l'avevano fatto preoccupare, tanto che si era recato subito all'ospedale di Cagli per una visita cardiaca dall'esito positivo. Tutti coloro che lo conoscevano parlano di una persona splendida, sempre disponibile e carica di valori positivi. Era un collaboratore di Croce Italia Marche, dove svolgeva da diversi anni il lavoro di autista, aveva una piccola azienda agricola che gli assorbiva molto tempo, ma che gli permetteva comunque di occuparsi anche di volontariato.

L’impegno nel volontariato

Era, infatti, un volontario della Cri, di quelli che partono per ogni emergenza, sempre in prima linea. A distanza di pochi giorni dal sisma, era partito per L'Aquila, entusiasta di dare il suo contributo e di aiutare tante persone in difficoltà. Una persona buona, stimata, con tanti amici che gli volevano bene e che dopo la morte del figlio gli erano stati accanto sostenendolo con abbracci e parole di conforto. Il feretro partirà oggi, alle ore 14 e 30 dall'ospedale di Urbino per raggiungere la chiesa Sacro Cuore di Pianello.

Impossibilitato a partecipare fisicamente causa lontananza,  sono comunque vicina a voi con il cuore.
Le mie più sentite condoglianze.
PGRevolution (Paolo Grassi) 

mercoledì 17 marzo 2010

Perso il figlio, papà muore di crepacuore

Domenico Camborata

Perso il figlio, papà
muore di crepacuore

Tragedia a Pianello di Cagli. Domenico Camborata, 51 anni, non ha retto al dolore per la scomparsa di Fabio avvenuta per un colpo di fucile che i carabinieri hanno ritenuto intenzionale il 27 febbraio
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Cagli, 17 marzo 2010 - E’ morto di crepacuore. Domenico Camborata, 51 anni, di Pianello di Cagli, non ha retto al dolore causato dalla morte del figlio Fabio di 22 anni, avvenuta per un colpo di fucile che i carabinieri hanno ritenuto intenzionale la sera del 27 febbraio scorso. Il padre, volontario della croce rossa, non ha mai creduto al suicidio.

Anzi, aveva incaricato un avvocato di approfondire gli accertamenti perché era convinto che il suo ragazzo fosse rimasto vittima di uno sparo accidentale. Tre giorni fa, Domenico Camborata si era sentito male. Aveva il respiro affannoso, parlava a fatica. Si era sottoposto ad un controllo cardiaco ma l’esito era stato rassicurante. Il cuore stava bene. L’altra notte è morto nel sonno.

La moglie ha dato l’allarme alle 4 di mattina, sentendo che il marito respirava a fatica. A nulla sono valse le prime cure e l’arrivo dell’ambulanza del 118. Domenico Camborata è spirato tra la disperazione della moglie e degli altri parenti che abitano vicino nel piccolo agglomerato di Polea che si trova a circa un chilometro dalla frazione di Pianello. Era da diversi anni un collaboratore di Croce Italia Marche, un organizzazione nella quale svolgeva un lavoro di autista accompagnatore ed il suo impegno nel sociale era rivolto da tempo anche come volontario nella locale Croce Rossa di Cagli.

Era stato delegato provinciale, per diversi anni e per la zona di Cagli, della Protezione Civile. Fin dalle prime emergenze era andato per vari giorni insieme ad una delegazione cagliese, nella zona dell’Aquila come volontario della Croce Rossa per portare aiuto e solidarietà nel recente sisma che ha colpito la Regione Abruzzo. Aveva anche una piccola azienda agricola di famiglia nella quale si dedicava da tempo con grande volontà ed impegno.

Oltre alla moglie ed al figlio Fabio, era padre di un altro figlio che è da qualche anno arruolato nel Corpo Forestale e che presta servizio nella Caserma di Piobbico. Una famiglia molto benvoluta in tutta la zona ma che ha conosciuto in pochi giorni un tragico susseguirsi di vicende che hanno sconvolto l’intera comunità cagliese. Nella serata di ieri pomeriggio dall’Ospedale di Cagli la salma è stata trasferita ad Urbino per l’autopsia.

La Direzione di Cagli Alert si unisce al dolore della Fam. Camborata per la perdita dei propri cari.

                                                  PGRevolution (Paolo Grassi)