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mercoledì 18 luglio 2012

Ciclismo: Gf del Tartufo, tre i percorsi. Ecco i dettagli tecnici

Ciclismo: Gf del Tartufo, tre i percorsi. Ecco i dettagli tecnici


Sarà prova unica di Campionato italiano Granfondo e Fondo Fci la Granfondo del Tartufo che sarà organizzata il 9 settembre ad Acqualagna dal Team Fausto Coppi Fermignano.
Tre i percorsi di questa manifestazione, valida anche come prova finale del circuito Marche in Bici e del circuito Strade e Sapori Marchigiani: il lungo di 135 chilometri, il medio di 105 chilometri e il corto cicloturistico di 47,5 chilometri.
Dopo la partenza ufficiosa alle 8,30, gli agonisti affronteranno circa 4 chilometri turistici fino a prima di Smirra di Cagli, dove sarà dato il via ufficiale. Affronteranno quindi la prima salita di giornata: San Savino. Arrivati nel tratto pianeggiante dopo un paio di chilometri svolta a destra in direzione del secondo strappo di circa 700 metri. Lo scenario si allarga e si nota subito il castello di Frontone che svetta proprio davanti allo scollinamento.

Quindi discesa di un paio di chilometri e poi tratto in falsopiano con pendenza del 3% fino a Serra Sant’Abbondio, dove si terrà la destra. Discesa di circa 3 chilometri e poi tratto in pianura di 5 chilometri a cui seguirà la terza salita di giornata, che porta all’eremo di Fonte Avellana.
E’ un tratto impegnativo con circa 2 chilometri di salita tra il 6 e 7% e punta del 10% in un piccolo tratto di 100 metri. Qui sarà posto il primo controllo. A questo punto discesa di circa 5 chilometri fino a raggiungere di nuovo l’abitato di Frontone. Svolta a sinistra per Buonconsiglio e ancora a sinistra per poi attaccare, dopo circa 6 chilometri di falsopiano (pendenze intorno al 2/3%) la salita del Mandrale: 3,2 chilometri con pendenza media del 12% fino a Val Piana (primo ristoro) e poi altri 7 chilometri di ascesa al 6% fino al gpm del Catria (controllo).
A questo punto i corridori si tufferanno in una discesa di 12 chilometri toccando Chiaserna e Cantiano. Raggiunta la frazione di Palcano svolta a sinistra e quindi salita di 3 chilometri fino a Moria. Da qui discesa di 2,8 chilometri fino alla separazione tra i due percorsi: svolta a destra per il corto e a sinistra per il lungo.
I mediofondisti scenderanno ad Acqualagna passando per l’abitato di Secchiano, dove sarà posto il cip di controllo. Toccheranno poi Cagli e Smirra e infine raggiungeranno Acqualagna, tagliando il traguardo posto in via Aldo Gamba nel rettilineo del Palazzetto dello Sport.
I granfondisti, invece, raggiungeranno l’abitato di Pianello di Cagli, saliranno per 3 chilometri costeggiando il Nerone fino a Massa di Cagli. Dopo 3 chilometri di pianura attaccheranno l’ascesa di Serravalle di Carda. Qui oltre al ristoro ci sarà anche il controllo. Ora discesa per 6 chilometri fino alla Provinciale Apecchiese e poi ancora 6 chilometri di strada a scendere fino a Piobbico. Svolta a destra e ora si salirà per 4 chilometri al 7% fino Rocca Leonella. Discesa fino all’abitato di Secchiano, dove si troverà l’ultimo controllo. Quindi Cagli, Smirra e arrivo ad Acqualagna.
I cicloturisti partiranno dal villaggio sportivo alle 8,45. Il percorso, fino ad arrivare a Frontone, sarà lo stesso degli agonisti. Poi, sotto il castello di Frontone, i cicloturisti svolteranno a destra e troveranno un’area riservata a loro per degustare dei prodotti tipici locali. Breve sosta e poi via di nuovo fino ad Acqualagna, dove verranno accompagnati per rientrare al villaggio sportivo per le premiazioni.

Il ritrovo e le iscrizioni saranno presso il Palazzetto dello sport di Acqualagna, dove verrà allestito il villaggio Holiday Sport, dalle 16 alle ore 22 di sabato e dalle 6 alle 8 di domenica. Costo delle iscrizioni: euro 25,00.

Lavori di sistemazione della strada comunale interna a Cerreto

Lavori in corso

Lavori di sistemazione della strada comunale interna a Cerreto 

CAGLI (PU) – Fino al 20 luglio lungo la strada comunale interna di Cerreto – agglomerato Caiterzi, tratto civico numero 26 – per lavori di sistemazione della strada, vige il divieto di sosta e di transito con rimozione, al di là dei mezzi della ditta che esegue i lavori.

un' altra scelta sbagliata di Poste Italiane dopo i disservizi invece di migliorare vogliono chiudere

un' altra scelta sbagliata di Poste Italiane dopo i disservizi invece di migliorare vogliono chiudere

La Popolazione di Pianello e tutto quelle persone che gravitano intorno a  Pianello sono angosciate e sgomente dalla lettura del Giornale  “il resto del Carlino cronaca di Pesaro di venerdì 13 luglio 2012”dove si ripropone la chiusura degli uffici postali, tra i quali troviamo anche l’ufficio postale di Pianello, che già nello scoro anno ha subito una riduzione di orario con l’apertura di tre giorni settimanali. L’ufficio postale è fondamentale per Pianello e dintorni offrendo servizi non solo agli abitanti dello stesso ma anche agli abitanti dei paesini limitrofi e ad abitanti della vicina Umbria.  Pianello di Cagli, in questi anni,  sta’ cercando di mantenere una sua dignità, una sua autonomia, un suo legame forte con quello che è il territorio dimostrando che la qualità della vita e molto importante, che il lavorare per rendere vivo il paese e il territorio e sempre stato un obbiettivo prioritario soprattutto per la Proloco ma anche per le attività commerciali ricordando a dimostrazione di questo l’ultima importante evento i 50 della Sagra della Lumaca dove la Proloco insieme  alla gente della zona ha battuto il Guinness dei primati con la “Polenta più grande del Mondo” certificata dal giudice del Guinness World Records di Londra e che dalle sue parole Pianello è il paese più piccolo che è riuscito in un impresa simile. Questo esempio è per far capire la concretezza di questo piccolo paese e per sottolineare che un paese vivace con le sue numerose attività estive e invernali è niente se non ha i servizi primo tra questi L’ufficio postale. Gran parte della popolazione che abita a Pianello, poi, è anziana e non ha possibilità di movimento autonomo e non usa internet. Per recarsi agli uffici postali più vicini “non come scritto sul giornale il resto del Carlino cronaca di Pesaro di venerdì 13 luglio 2012” Cantiano è si a 8 km, ma con passaggio a Moria, e ricordo che i 4 km della salita di Moria è stato il tratto in salita più duro del Giro d’Italia del centenario; Cagli dista 13 km servito 3 volte al dì dall’ autobus e  Smirra che si cita sul giornale(e non capisco il perché) dista 18 km e la vicina Pietralunga è a  19km. Noi cerchiamo, come già ripetuto più volte, di mantenere vivo l’interesse turistico naturalistico, di creare attività che vanno dalla gastronomia al turismo sportivo ma se non siamo supportati dai SERVIZI tutto questo è vano. Confidando in un vostro ripensamento a riguardo del piano di chiusura dell’ Ufficio postale di Pianello di Cagli porgo i miei più cordiali saluti


   Consigliere della Proloco Pianello Raffaele Papi

lunedì 16 luglio 2012

Black out per emergenza neve, arrivano i rimborsi

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Black out per emergenza neve, arrivano i rimborsi

L’importante e innovativo accordo firmato tra le Associazioni dei Consumatori e l’ENEL che riguarda cospicui rimborsi per i black out elettrici dovuti all’emergenza neve riguarda gran parte della nostra provincia. I Comuni coinvolti sono ufficialmente: Acqualagna, Auditore, Cagli, Fano, Fermignano, Fossombrone, Fratterosa, Frontone, Isola del Piano, Mercatino Cona, Monteciccardo, Montefelcino, Peglio, Pergola, Pesaro, Petriano, San Lorenzo in Campo, Sassocorvaro, Serra Sant’Abbondio, Urbania, Urbino. Per interruzioni superiori a 88, 92 o 96 ore continuative in relazione alla densità della popolazione i rimborsi potranno arrivare fino ad un massimo di 650 euro.

Per quanto riguarda la nostra associazione i moduli possono essere compilati presso i relativi uffici Federconsumatori e CGIL.
da Sergio Schiaroli
Presidente Federconsumatori Pesaro-Urbino

se esiste un Dio lo avete già tradito

se esiste un Dio lo avete già tradito

paolo ercolani
Il male umanamente più turpe, quello che Kant chiamava «male radicale», si ripresenta ancora una volta con l’atto di violenza da parte di un adulto, di un «testimone di Dio» (quale Dio, verrebbe da chiedersi, con portatori della sua Parola di tal fatta…), su una creatura giovanissima.
Siamo a Fano, nelle Marche, in provincia di Pesaro e Urbino, dove sembra che alla fine degli anni novanta reiterati casi di pedofilia siano stati immancabilmente nascosti dalle autorità ecclesiastiche (alle forze di polizia), quando era Vescovo del capoluogo di provincia il Cardinal Bagnasco.
Il Portavoce del Vescovo di Fano, Fossombrone, Cagli, comuni che sorgono sulla Flaminia che dall’Adriatico si staglia in direzione Roma (il cuore dello Stato Pontificio, insomma), è stato arrestato perché colto in flagrante presso una spiaggia di Fano, mentre molestava una ragazzina di 13 anni. Baci, palpeggiamenti, il seno scoperto. Stavolta, però, non nel buio mefitico di una sacrestia, ma incredibilmente davanti ai bagnanti allibiti. Il bagnino ha chiamato le forze dell’ordine, che hanno immediatamente arrestato Giangiacomo Ruggeri, 43enne subito scoppiato in lacrime, che si è difeso come un «bambino» che non sapeva bene cosa stesse facendo, riferisce il corrispondente de La Stampa di Torino,
Al disgusto e allo sconforto generato da simili turpitudini che abitano il proscenio umano, non può accompagnarsi la meraviglia, purtroppo. Sì, perché oltre ai filosofi, ci ha pensato Sigmund Freud, padre di quella psicoanalisi non a caso tanto avversata e persino odiata dalla Chiesa, a insegnarci un paio di cose fondamentali sulla natura umana (pochi decenni dopo quello che Darwin ci aveva insegnato sulla natura animale e vegetale). Essa, la natura umana, non è la casa del bene, non è quel luogo armonico e irenico, oltre che trasparente, che ci viene raccontato dalle anime belle, ma è anche terreno fertile per pulsioni nere e disumane, ospite inquieto ed inquietante di istinti brutali e distruttivi.
E del resto, per i dubbiosi della scienza psicoanalitica, c’è il teatro oggettivo della storia umana a testimoniare di guerre continue, prevaricazioni, uccisioni, stupri, desideri di possesso e annichilimento da parte dell’uomo verso il suo «fratello». Insomma, la teoria della natura umana anche corrotta e malvagia è ampiamente dimostrata da quel laboratorio empirico che è la storia, che non a caso portò il teologo Sergio Quinzio, in un suo splendido libretto di molti anni fa, a parlare di «confitta di Dio», intendendo non tanto un essere personificato e divino, quanto il messaggio di amore, fratellanza, carità e rispetto del prossimo e della vita umana in tutte le sue forme di cui si è fatta portavoce unica la Chiesa (non solo cattolica).
Ma sin qui, appunto, siamo all’interno di una lezione che, seppur rimossa e vissuta con disagio dall’homo religiosus, non presenta elementi di sorpresa e meraviglia, poiché tanti sono stati i pensatori che, puntualmente messi all’indice, ne hanno scritto con passione e tormento al tempo stesso.
Occorre un ragionamento ulteriore, un’analisi che spinga oltre la palla, che ci faccia fare un passo avanti nella comprensione di ciò che non si vuole comprendere. Questo passo va fatto per entrare nel cuore della «santità» della Chiesa.
Ed è entrando nel cuore che possiamo far emergere le due contraddizioni fondamentali di questa istituzione secolare. Una afferente alla natura umana, l’altra al terreno dell’oggettività politico-sociale.
In estrema sintesi, la contraddizione umana: sempre Freud, e gli studi maggiormente analitici e clinici che a lui si sono ispirati, hanno dimostrato in maniera ragionevolmente inoppugnabile che l’uomo è un contenitore di istinti e pulsioni, anche sessuali, legati alla sfera che rende possibile il perpetuarsi di quella Natura di cui noi siamo ingranaggi e strumenti. Pulsioni e istinti, insomma, fanno parte di un’energia talmente forte e pervasiva, potremmo dire cosmica, che quell’individuo che decidesse di rimuoverli, reprimerli, o che non imparasse a incanalarli e viverli in maniera adulta, se li vedrebbe esplodere in modo incontrollato e incontrollabile, in una forma a quel punto patologica e presumibilmente foriera di violenza e malessere nei confronti di altri individui (più deboli e indifesi, o semplicemente sottomessi, emotivamente o socialmente).
Quanto questo problema riguardi un’istituzione che per scelta e dottrina ha deciso di coltivare uomini e donne che si privano, e quindi reprimono, dei fortissimi e quotidiani istinti fisiologici di cui siamo portatori, è cosa fin troppo agevole da considerare. Un luogo, un’istituzione come la Chiesa, composta da individui maschili e femminili comunque portatori di una sessualità con tutti gli annessi che ne derivano, non può che rappresentare il luogo della pentola a pressione di cui parlavamo, ossia di una realtà in cui persone innaturalmente represse, controllate e insoddisfatte subiscano il peso inaffrontabile della natura, cedendo non tanto al peccato quanto alla violenza brutale di un’energia che fuoriesce incontrollata e perversa, laddove innaturalmente compressa e rimossa per anni. La dice lunga, a tal proposito, la cronaca del fattaccio di Fano, che parla di un sacerdote che si comportava come un «bambino»…
All’aspetto umano, va comunque aggiunto quello politico-sociale. Cioè quello che ha a che fare con un’istituzione bloccata e incapace di redimersi, pronta a chiedere scusa con enfasi pari soltanto al ritardo e alla reiteratezza (pensiamo al caso Galileo, le cui scuse mezzo millennio dopo servono a ben poco, calcolando che la Chiesa rifiuta ancora le conquiste della scienza, come abbiamo visto).
Chi non ricorda le scuse, ancora una volta, contrite e tormentate di Benedetto XVI soltanto l’anno scorso, quando emersero casi di pedofilia all’interno della Chiesa cattolica in tutto il mondo. Le sue parole furono inequivocabili e durissime, e naturalmente gli organi di informazione gli diedero uno spazio enorme. Già, peccato che veniamo a scoprire che ancora una volta, alle parole espresse con enfasi e passione, non seguono i fatti. Il regolamento interno all’istituzione ecclesiastica non è mutato, tanto che né il Vescovo ne alcun altro prelato è tenuto a denunciare alle autorità civili il prete pedofilo. Prete pedofilo che, in mancanza della pena giuridica, subisce bene che vada quella ecclesiastica. Una pena orribile: il trasferimento ad altra parrocchia (gli si spezza il cuore, possiamo immaginare)…
Del resto, il caso del sacerdote di Fano la dice lunga ancora una volta: arrestato solo perché colto in flagrante dai bagnanti, perché stando alla cura di santissima romana Chiesa era potuto arrivare a ricoprire incarichi assai rilevanti, fino a divenire il portavoce del Vescovo.
Filosofi, psicoanalisti e scienziati hanno provato ad aprire occhi e menti. Senza contare quel magnifico verso di una canzone di Guccini, in cui, con fare arrabbiato e sconsolato, il cantautore quasi vomitava che «se c’è, come voi dite, un Dio dell’infinito, guardatevi nel cuore, lo avete già tradito!»

A Place in The World: il tormentone dell'estate 2012 è made in Marche

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A Place in The World: il tormentone dell'estate 2012 è made in Marche

Grande successo per A Place in The World un originale progetto di marketing nato dall'idea di un giovane imprenditore cagliese

Ci sei stato? Dimostralo. Poi dillo al mondo intero con una T Shirt.
E’ racchiusa in queste poche righe A Place in the World, la nuova idea di marketing che sta spopolando sul web e che nasce dall’intuizione di due giovani marchigiani.

A Place in the World è un progetto che si basa su un’idea semplice, ma nello stesso tempo complessa: puoi acquistare SOLO se dimostri di meritartelo.
L’utente, quindi, deve provare di essere stato in un determinato luogo per poter acquistare l’esclusiva T Shirt e “mettere la firma sul suo Place in the World”.
Come dimostrarlo? Qui entrano in gioco i social network geolocalizzati. E’ possibile condividere un chek ins con Forsquare o con Gowalla, spedire prove cartacee che attestino il viaggio (biglietto aereo, del treno etc) o postare nella fan page su Facebook una foto significativa.

“Contro la massificazione e l’omologazione dei prodotti offriamo un’esperienza unica, un prodotto personalizzato che racconta al mondo qualcosa di te, qual è il tuo Place in the World” spiega Matteo Azalea, tra gli ideatori di questa originale iniziativa lanciata su Facebook, Twitter, Pinterest e Google Plus.
Ogni maglietta è numerata. Chi per primo riesce a dimostrare di essere stato in un posto si aggiudica il Place 0001, gli altri avranno un numero di serie consecutivo.
Un Qr code nel retro della maglia porta direttamente al sito di ecommerce, innescando un meccanismo virale in grado di generare contatti.

Sui social network è già esploso il fenomeno con l’invito diretto agli utenti a postare scatti originali con indosso la T Shirt.
“La fan page vuole essere un vero e proprio luogo di incontro tra utenti che hanno lo stesso Place in The World, tra persone che hanno visitato lo stesso luogo e hanno voglia di scambiarsi emozioni ed impressioni” concludono gli organizzatori, anticipando il lancio di contest e l’organizzazione di serate a tema nel territorio per far conoscere il progetto e stimolarne la condivisione.