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venerdì 18 dicembre 2009

Paolo Rossi inaugura la nuova stagione teatrale

Paolo Rossi (da internet)

Cagli, Paolo Rossi inaugura
la nuova stagione teatrale

Lo spettacolo, dal titolo 'D’ora in poi - come sarebbe se fosse diverso?', è liberamente ispirato a 'Luci di Boheme' di Ramon del Valle Inclan e parla della vita e della morte ridendoci sopra


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Sarà il travolgente Paolo Rossi a inaugurare lunedì 21 dicembre, alle 21.15 la stagione del Teatro Comunale di Cagli promossa dalla Provincia di Pesaro e Urbino, dal Teatro Stabile delle Marche e dal Comune di Cagli. 'D’ora in poi - come sarebbe se fosse diverso?' è il titolo dello spettacolo che oltre a Paolo Rossi (nella parte del protagonista Max Stella) vede sul palco anche la BabyGang, compagnia nata nel 2002 alla Scuola Civica d’Arte Drammatica Paolo Grassi e composta da Renato Avallone, Federico Bonaconza, Elisa Bottiglieri, Paolo Faroni, Silvia Paoli, Marco Ripoldi, Valentina Scuderi.
La drammaturgia e la regia sono di Carolina De La Calle Casanova. Liberamente ispirato a 'Luci di Boheme' di Ramon del Valle-Inclan,'D’ora in poi' parla della vita e della morte, ridendoci sopra. In una piccola comunità della Spagna inizio ‘900 vive un poeta. L’ultimo maestro bohemièn: il maestro Max Stella. Attorno a lui ruota l’intera comunità, per celebrarne un fastoso, comico, folle funerale, a ritmo di rock. Paolo Rossi, genio e sregolatezza, è se stesso con le sue gags, la sua mimica e la sua comicità, che presta al protagonista della commedia.
È il poeta cieco, attorno a cui si muovono i sogni, le ambizioni, le speranze di rivalsa degli 'ultimi' che vivono nel suo villaggio. Capocomico e istrione trasgressivo e funambolico, sempre 'on the road' alla caccia di storie da raccontare, Paolo Rossi ha intrapreso assieme alla Compagnia BabyGang, oltre a questo spettacolo, un percorso da vero maestro con la realizzazione di diversi laboratori, condotti da lui e da Carolina De La Calle Casanova in diversi teatri italiani, alla ricerca di un nuovo metodo per l’attore comico, per un 'Nuovo Teatro Popolare'. Un circo onirico e carnevalesco che mette in scena anche il disagio di una generazione (quella del Duemila), orfana di padri, cinica e disillusa, propensa a clonare i modelli effimeri del presente.

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