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sabato 1 giugno 2013

Cagli-Fatima a cavallo. Il viaggio di Raffaele verso Lourdes: “Superato il primo momento di sconforto”

Raffaele Pierotti

Cagli-Fatima a cavallo. Il viaggio di Raffaele verso Lourdes: “Superato il primo momento di sconforto”

Raffaele Pierotti e la cavalla Oana, partiti da Cagli quasi due mesi fa, proseguono il viaggio che ha per prima tappa Lourdes, per poi proseguire a Santiago de Compostela, in Spagna, e Fatima, in Portogallo.
Raffaele Pierotti con uno degli amici incontrati durante questo suo incredibile viaggio che pu24.it sta raccontando giorno per giorno
Il 29 maggio resto fermo alla Florentine, il Centro che mi sta ospitando. Voglio dare un giorno di riposo a Oana e approfittare di fare alcuni riparazioni al cuoio. Devo acquistare un nuovo impermeabile ma in paese non si trova. Ecco, in questi momenti mi mancano le cittadine da cui provengo, dove mi par di ricordare che si trova tutto. Domani conto di arrivare ad Apt in mattinata e tenterò di nuovo, sperando prima della pioggia. E ora mi butto su una branda del mio alloggio con un pensiero rivolto ai miei fan e alla mia famiglia. Ciao da Raffo.

30 maggio, giovedì d’umore nero, ma il sereno mi accompagna per tutto l’arco della giornata. Davanti a me, lontano, verso Cavaillon nubi bianche mi aspettano. La Via Domiziana, verso Apt, entra nella ciclabile che mi condurrà piacevolmente e comodamente fino a La Baumette, in un meraviglioso momento di pace nel Parc Naturel Regional du Luberon. Entrando in un prato per fermarmi a pranzo Oana inciampa e cade con le ginocchia nell’erba rompendo il sottopancia. Una rottura rimediabile con l’occorrente che mi porto dietro. Con una legatura di fortuna il viaggio prosegue. E finalmente vedo e assaggio le prime ciliegie dell’anno. Nel frattempo le nubi bianche diventano grigie. Nicolas, un ciclista, in un momento di chiacchiere, mi dice che quando soffia il mistral è più freddo ma non porta acqua. Le nubi pian piano si aprono e riesco a viaggiare fino alle 18.30. Poi mi fermo in prossimità di un capannone agricolo che mi servirà in caso di pioggia, a 8 chilometri da Cavaillon. In un’oretta riparo il sottopancia mentre le nubi tornano a ricoprire il cielo e il mistral porta un po’ di freddo. Una luce gialla forma una striscia bassa a sud, a nord è sereno, sopra di me pennellate abbondanti di grigio…

“Se l’acqua ti bagna il vento ti asciuga”. Così dice un detto siciliano. Oggi ho il mistral in faccia. Attraverso nella mattina una campagna sommersa di frutteti, soprattutto di mele. Cavaillon è una bella cittadina ma per uscire impiego tre quarti d’ora a causa di errori nella carta topografica e nella relativa descrizione. Ieri, da quando sono partito, ho avuto il primo momento di stanchezza morale. E’ passato quasi subito, ma anche Angela non se la passa bene, rendendomi pensieroso. E’ sicuramente più stancante per lei che aspetta il mio ritorno. Dopo Cavaillon sono entrato, attraverso il paesello di Orgon, nel Parc Naturel Regionel des Alpilles e il paesaggio muta in fretta. Monti brulli con scarsa vegetazione e bassi arbusti mi ricordano la Sardegna. Poi il sentiero mi conduce in una piccola zona di conifere e in seguito in boschi che celano delle belle villette. Il tempo si fa nero e a 2 chilometri da Remy-aix-in-Provence trovo una baracca in pietra con una parte di tetto sana. Il vento rinforza molto, un focherello mi farà compagnia…non credo che piova stanotte…un bacio ad Angela… buonanotte piccola.

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