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giovedì 6 giugno 2013

Quando l’ospedale non si racconta in cifre

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Quando l’ospedale non si racconta in cifre


Cagli – In ospedale meglio che a casa. Stessa cura e attenzione, ma senza trascurare competenza e capacità.


In un momento in cui si parla di ospedali in termini di cifre (posti letto per mille abitanti o milioni di euro da risparmiare), c’è chi prova a parlare di persone.


“Il primario Benedetti è stato gentilissimo – spiega Monica -. Si è da subito interessato, ci ha dato consigli e messo a disposizione tutto quello che serviva: ha seguito mio figlio come fosse il suo. Ci siamo trovati proprio bene, con lui e con tutto il personale dell’ospedale”.


Davide gioca a basket, ma all’ospedale di Cagli e al primario di medicina ci è arrivato per un focolaio di broncopolmonite.


“Siamo stati ricevuti subito, trattati con cordialità, rispetto e competenza. Abbiamo trovato persone fantastiche, oltre che professionisti in grado di curarlo. Dico questo in un momento in cui ho mio suocero ricoverato a Urbino. È tutto difficile: la distanza, gli orari di visita non ci permettono di passare con lui il tempo che vorremmo, perché ci sono gli impegni e il lavoro e se non hai almeno due ore di tempo, a Urbino non puoi andare. A Cagli ci andresti anche per cinque minuti".





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