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mercoledì 12 maggio 2010

Delibera contestata Catena: “Ci siamo adeguati alle norme”

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Delibera contestata Catena: “Ci siamo adeguati alle norme”
Rilascio delle licenze ora più semplice
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Cagli Perché nel consiglio comunale è stata apportata la modifica al regolamento dei pubblici esercizi? “E’ un fatto squisitamente tecnico - risponde il sindaco Patrizio Catena - non c’é nulla di politico nonostante sia stata avviata una polemica che a onor del vero non ha motivo di essere”. Come stanno le cose esattamente? “In modo molto chiaro e semplice. Esiste da cinque anni il regolamento regionale che consente la liberalizzazione degli esercizi stagionali in tema di gelaterie o caffetterie”.

A Cagli non c’era stato un adeguamento? “No. A Cagli era rimasto il vincolo. Quindi si determinava un contrasto evidente che non aveva motivo di essere mantenuto”. Il caso si è determinato perché c’è stata qualche richiesta? “C’è stata una richiesta di apertura stagionale. Il vero problema era dato però dall’incongruenza esistente”. Il fatto però che qualcuno chieda di aprire non è buon segno? “Sicuramente sì. Con l’aria che tira il rischio è che prevalgano le chiusure. Se si apre, o si chiede di aprire tanto meglio”. Un’apertura temporanea, cioè della categoria di cui stiamo parlando, quanto può durare? “Un semestre”. E’ un incentivo anche al turismo? “E’ un altro aspetto positivo della vicenda”. Il 6 maggio, dopo quanto deliberato in consiglio comunale si è determinata un’ulteriore novità. Quale? “E’ arrivata una circolare ministeriale che ribadisce il principio nel pieno rispetto della liberalizzazione. Insomma, manco a volerlo fare apposta si è determinata la conferma che rafforza l’opportunità della nostra decisione”.

I dati sono chiari. Il problema nella sua essenza di fatto non esisterebbe se non fosse per qualche forzatura in ordine alla quale il sindaco evita però di polemizzare. Un adeguamento burocratico a conti fatti che non inficia nulla. La stessa polizia municipale si sarebbe trovata di fronte a grandi difficoltà nel caso in cui avesse dovuto ammettere che il regolamento era in evidente contrasto con tutte le altre norme. Tutto bene quel che finisce bene, è il caso di sottolineare. Tanto più che il bene, in questo caso, è pubblico. Riguarda tutti indistintamente.

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