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sabato 21 luglio 2012

Incendi boschivi e prevenzione: ma se la soluzione venisse dall'alto?

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Incendi boschivi e prevenzione: ma se la soluzione venisse dall'alto?

E' notizia di giovedì che nelle Marche, a Cagli e in Provincia di Macerata, sono divampati due incendi boschivi. Sembra quasi che non ci sia nulla di strano, ogni anno in Italia centinaia e centinaia di ettari di bosco vengono divorati dalle fiamme. Ma se la soluzione a tutto questo venisse dall'alto? Oltre ad un tempestivo intervento dei mezzi di soccorso, Guardia Forestale e Vigili del Fuoco, quando le fiamme sono ormai divampate è importante intervenire su due altri aspetti per evitare che tutto questo continui ad accadere: la sensibilizzazione e la prevenzione.

La sensibilizzazione è sicuramente l'aspetto primario, in Italia infatti - a differenza di quello che comunemente si crede - non esistono incendi boschivi dovuti all'autocombustione, ma sono tutti riconducibili ad atteggiamenti colposi delle persone o, molto peggio, ad atteggiamenti dolosi: più del 60% degli incendi boschivi sono infatti di origine dolosa con qualcuno che appicca il fuoco volontariamente, mentre il resto dei roghi deriva da un comportamento scorretto di qualcuno. Non sono solo le sigarette gettate dalle auto a far divampare gli incendi, ma anche una bottiglia lasciata in un campo può essere pericolosa, un animale potrebbe infatti ribaltarla e romperla, un frammento di vetro appoggiato su dell'erba secca, in giornate particolarmente secche, può scaldare l'erba fino a farle prendere fuoco, ma questo non sarà un evento di autocombustione, perchè alla base rimane comunque un comportamento scorretto.

L'aspetto della prevenzione, e dell'attivazione precoce dei mezzi più adatti alle diverse calamità, è un aspetto altrettanto importante. La localizzazione degli incendi boschivi è una competenza provinciale che gli enti pubblici portano avanti con l'ausilio della Protezione Civile. Ad oggi nella provincia di Pesaro e Urbino vengono utilizzate quasi 30 altane - delle strutture alte qualche metro che permettono di tenere sotto controllo una porzione più o meno ampia di terreno -, queste altane vengono poi gestite da diverse associazioni del territorio che impiegano i loro volontari e per questo percepiscono un contributo di circa 1800€. Tuttavia ci sono delle difficoltà non trascurabili: per quanto alte siano le altane, un volontario non riuscirà a vedere dietro una piccola collina o in alcune zone verso cui la vista è ostruita da un qualche ostacolo.

E' proprio nell'avvistamento degli incendi che l'aiuto potrebbe arrivare dall'alto - e non si parla di un aiuto divino - bensì da parte di deltaplani e ultraleggeri che possono pattugliare un territorio più ampio volando ad un altezza di 1400 metri, con un costo di circa 90€ per ogni ora di volo, contro i 5mila euro per ogni ora di volo di un elicottero.

La maggior parte degli avvistamenti, in questo momento, arriva da parte dei cittadini che chiamano i due numeri di emergenza (1515 per la Guardia Forestale e 115 per i Vigili del Fuoco), ma per evitare falsi allarmi ogni segnalazione deve essere verificata. Per la verifica la Protezione Civile si avvale di una fitta rete di "conoscenze" tramite alcuni operai comunali reperibili o associazioni del territorio, ma spesso questo meccanismo richiede anche un'ora di tempo in una situazione in cui anche i secondi sono preziosi. Un mezzo aereo, invece, riuscirebbe a localizzare l'incendio in un tempo massimo di 15 minuti, su tutto il territorio provinciale.

Diverse regioni d'Italia hanno già deciso di passare ad un controllo aereo del territorio con l'ausilio di deltaplani e ultraleggeri, con risultati significativi. Il controllo aereo degli incendi boschivi può anche essere integrato con altri tipi di controlli, non c'è alcuna difficoltà infatti a vedere dall'alto discariche abusive o ingorghi nel traffico o fiumi ostruiti che rischierebbero poi di esondare in caso di temporale.

Nella provincia di Pesaro Urbino è partito un progetto, per ora con un finanziamento di 1800€ per 20 ore di volo, in cui è coinvolta l'associazione "Il Gabbiano". Un aereo sorvolerà le zone boschive della provincia nelle giornate ad "alto rischio". Ma è evidente che 20 ore sono poche per garantire un servizio veramente efficiente e servirà uno sforzo ulteriore, nel 2013, per rendere efficace questo tipo di controlli, con una programmazione futura che possa anche ripensare l'intero piano antincendio attuale.

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