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venerdì 7 dicembre 2012

Se il presepe evoca una o tutte le vocali

Se il presepe evoca una o tutte le vocali 

Visto in un'inedita chiave ludolinguistica, tra monovocalismi e panvocalismi

Come "effervescente" di 13 lettere, "effervescentemente" di 18 e "schecchereccherebbe"  di 19, perché contenente sole "e" , dicesi omovocalica la parola "presepe". E se ad esse si assommano gregge, Betlemme e stelle, con "capanna" o "stalla" si resta nell'omovocalismo ma si passa dalla "e" alla "a". Nel fenomeno opposto, detto panvocalismo, si ricade invece con "Gesù Bambino" che le vocali le ha proprio tutte. Per il nostro centellinato uso della "u", dimentico d'una madre lingua dei panvocalici Aurelio, Eulalio, Esculapio e Tertulliano, davvero mosche bianche sono le parole contenenti a-e-i-o-u in italiano. Per trovarne d'inerenti al presepe deve infatti ricorrersi a "fanciullesco", il volto di Gesù Bambino, e "semioscura", la sera della Stella Cometa. E se sono i Re Magi del lontano oriente che potran dirsi a un certo punto sopravvenuti, converrà sottolineare che "sopravvenuti" è parola panvocalica. Della fortunata serie l'unione fa la forza, dove "unione fa la forza" è espressione panvocalica, agli artifizi possono sostituirsi gli accoppiamenti. Infatti, panvocalici sono sia "bue-asinello" che "zampogne-zufoli". Della famigerata serie se mio nonno avesse avuto due ruote sarebbe stato una moto, dove nonno e moto sono parole omovocaliche, è di Re Erede piuttosto che Re Erode e di Presepe vevente invece che Presepe vivente che si sarebbe potuto dire altrettanto. E se il cacofonico San Giuseppo avrebbe potuto esibire la patente di panvocalico, è patente che panvocalico sarebbe stato il cacofonico Alleluio. Perché elaborati, nei cosiddetti presepi artistici possono trovarsi bellissime e ricercate statuine da collezione: l'ubriacone, la fruttivendola e perfino il bachicultore; nella pascoliana Urbino, poi, chissà che non ve ne sia almeno una che faccia volare un aquilone. È allora un caso che ubriacone sia vocabolo panvocalico al pari di fruttivendola, bachicultore e aquilone? Sono Gaspare e Baldassarre i nomi di due dei tre magi, quei medesimi che i persiani chiamavano con gli omovocalici Gaspar e Balthasar. Ah, dimenticavamo, l'omovocalico "schecchereccherebbe" significa strepitìo di volatile.

 Leone Pantaleoni

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