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martedì 15 gennaio 2013

C'è un cagliese ai vertici di Confindustria Serbia

C'è un cagliese ai vertici di Confindustria Serbia 
È arrivato ai vertici di Confindustria in Serbia e ora potrebbe rappresentare un punto fermo per gli imprenditori che guardano al paese balcanico come un'opportunità. È Marco Moscardi, professionista cagliese presente in Serbia con propri uffici da un decennio e già organizzatore di numerose missioni commerciali per aziende italiane e per la Regione Marche. Il percorso della Serbia per l'adesione all’Ue è ormai alle fasi conclusive e già entro il 2013 si potrebbe arrivare all’annuncio di accettazione fra i paesi che inizieranno il precorso per una integrazione europea. Anticipando questo percorso alcune imprese e consulenti italiani hanno dato vita a un'associazione di imprese di nome Sistema che è diventata pian pano punto di riferimento per chi voleva andare in Serbia per trovare nuovi sbocchi di lavoro. Ora, con l’evoluzione della Serbia verso i lidi europei, anche Sistema si è evoluta e nel luglio del 2012 si è trasformata ufficialmente in Confindustria Serbia. A far parte del primo direttivo a Belgrado è chiamato, assieme ai vertici di Unicredit, del Gruppo Mazzaferri e di aziende dell’indotto Fiat, Benetton e studi di consulenza serbi e italiani, appunto il cagliese Moscardi.

"Ora si tratta di approfittare come territorio di questa presenza - dice -, io sono l’unico consigliere Confindustria Serbia che provenga dal centro Italia. Questa è una grande opportunità, perché finalmente in Serbia, e da qui in tutta l’area balcanica, si possa arrivare dalla nostra regione e da quelle confinanti in modo più coordinato e mirato evitando quella miriade di tentativi spesso inutili che hanno costellato il modo di operare degli ultimi anni. La Serbia non è solo quella opportunità di delocalizzazione così osannata e demonizzata allo stesso tempo, nelle ultime uscite televisive dietro il fenomeno Fiat, ma è soprattutto un mercato vivo, vitale con grandissime assonanze con il nostro sistema industriale, fondato su una miriade di micro imprese, piccoli centri e rapporti umani legati a quelli industriali. È l’unico Paese che ha rapporti di libero scambio, senza dazi, con i paesi dell’ex Urss ed è tornato a essere il paese strategico di tutti i Balcani dopo il triste periodo bellico. Ha grandi possibilità di lavoro per la realizzazione di opere pubbliche stradali, ferroviarie e fluviali per l’adeguamento alla rete europea degli assi fondamentali e per questo vede arrivare ingenti finanziamenti. Sono a disposizione degli imprenditori che vorranno davvero approfittare di questa fortunata congiuntura, al fine di fornire tutti i chiarimenti, strategie di intervento e studiare assieme le forme migliori per sviluppare i progetti di allargamento della propria attività in Serbia”.

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