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mercoledì 23 gennaio 2013

La cultura a Cagli: chi paga chi?

La cultura a Cagli: chi paga chi?

di Lucio Palazzetti
 
Non sono poche e neppure di poco conto le iniziative che vedono la luce grazie all’impegno che l’Amministrazione Comunale, ma in particolare l’Assessorato alla Cultura, hanno saputo concentrare nei settori dello spettacolo e della conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico ed architettonico. E’ superfluo elencarle tanto vengono pubblicizzate.
Senza contare poi l’attenzione prestata alle attività culturali provenienti dalle associazioni locali alle quali, se non il sostegno economico, non sono mai stati fatti mancare il patrocinio e la disponibilità delle strutture, ai quali si aggiunge l’ultima iniziativa di destinare alle associazioni culturali locali l’uso di due sale del mezzanino del Palazzo Mochi Zamperoli, una iniziativa che rappresenta certamente un passo avanti verso un maggiore coordinamento fra le varie associazioni culturali di Cagli.
Quello che però viene da chiedersi è se la cittadinanza apprezzi pienamente queste cose e addirittura se la stessa Giunta approvi unanimemente queste iniziative. Questo dubbio ci viene quando dobbiamo constatare come la città intera non sia adeguatamente pronta a contenere queste cose a causa di alcuni problemi noti da tempo ed irrisolti:
  • la mancanza di manutenzione delle strade, piene di buche ed in condizioni igieniche talvolta inaccettabili, al punto da dover fare intervenire i Vigili del Fuoco, una volta a Natale, per lavare certe strade che, però, sono in quelle condizioni tutti i fine settimana;
  • l’insufficienza ormai cronicizzata dei parcheggi, ma soprattutto la mancanza di qualsiasi iniziativa capace di educare i cittadini ad un uso più civile dei veicoli nella circolazione e nella sosta nel centro abitato;
  • l’incapacità di coordinare le esigenze degli operatori commerciali e dei pubblici esercizi, coinvolgendoli in queste iniziative non come vittime di necessarie temporanee limitazioni, bensì come protagonisti e fruitori del ritorno economico che queste iniziative possono produrre su questi settori, se gestite opportunamente;
  • l’inadeguatezza di alcuni locali pubblici all’accoglienza dei forestieri, abituati ormai a trovare ovunque locali eleganti e puliti, dotati di servizi igienici dignitosi, gestiti da personale educato, gentile, ben vestito, professionalmente impeccabile. 

Quindi ben vengano queste iniziative che danno lustro e fama alla nostra città perché, oltre al contenuto culturale, producono un richiamo di pubblico non residente che può e deve portare benefici all'economia locale; ma gli operatori devono saper cogliere queste opportunità, e le loro associazioni di categoria, forti delle loro esperienze, dovrebbero saper indirizzare i loro associati in questo percorso di guerra per uscire dalla crisi, non guidandoli contro corrente, altrimenti i soldi spesi nel settore della cultura a qualcuno potrebbero sembrare solo soldi sprecati.

Fonte: http://dentrovivereacagli.blogspot.it/2013/01/la-cultura-cagli-chi-paga-chi.html

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