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martedì 19 luglio 2011

Bongelli plays Mencherini, omaggio dell’amico al compositore

clipped from www.guidamarche.it
Bongelli plays Mencherini, omaggio dell’amico al compositore
Al teatro Comunale concerto del pianista marchigiano per presentare il Cd  dedicato alle opere del musicista contemporaneo
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Cagli Serata di spessore al Teatro Comunale, giovedì ore 21.15, in occasione del concerto per pianoforte solo “Bongelli plays Mencherini’’ (ingresso 5 euro). Interverranno l’assessore ai Beni e Attività Culturali Alberto Mazzacchera ed il critico - professore del Conservatorio di Lucca Renzo Cresti che parlerà dell’opera di Mencherini, artista e musicista di potente creatività prematuramente scomparso nel 1997 a Cagli all’età di 48 anni.

In occasione dell’uscita del nuovo capitolo discografico “Bongelli plays Mencherini’’ edito da Vdm records (segue le raccolte “Playtime’’ e “Fernando Mencherini’’ – Edipan), il pianista Fausto Bongelli, eseguirà dal vivo i brani presenti nel cd. “Bongelli plays Mencherini’’ è interamente dedicato all’ultima produzione pianistica del compositore marchigiano, quella compresa nel decennio 1988-1997.

Tutti i pezzi sono affidati a un esecutore nonchè complice storico di Mencherini, il pianista Fausto Bongelli, che ha visto nascere molti dei brani inseriti nella raccolta.

Come sottolineato anche dalla presentazione contenuta nel libretto del cd, a cura di Renzo Cresti - il critico che ha maggiormente approfondito l’opera di Mencherini -, la selezione dei brani offre un ricco spaccato dell’eclettica e complessa poetica mencheriniana, passando dalle ardite ricerche tecniche e ritmiche di “’Rite in progress’’ e “Abuse of power comes as no surprise’’, alle dolenti e intense ’ “La Huella’’ e ’’Canzone periferica’’, per finire con la ricchezza espressiva delle “Sei danze armoniche’’, colonna sonora dello spettacolo di danza “Ghirigori ovvero Io non guardo mai il cielo” della compagnia Arbalete, ispirato alla figura di Maria Reiche. Bongelli si muove perfettamente a suo agio tra le partiture di Mencherini e all'innegabile padronanza tecnica (secondo il critico Julien Mosa egli sembra suonare con quattro mani) unisce una particolare sensibilità che gli permettere di far affiorare tutte le sfumature del linguaggio mencheriniano.
Eugenio Gulini,

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