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martedì 29 marzo 2011

“Ospedale unico, no al progetto”

“Ospedale unico, no al progetto”
Pierfranceschi replica alla Donini: ha ragione ma il suo partito è in maggioranza
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Cagli “L'intervento dell'ex consigliere regionale Ninel Donini, sulla Sanità dell'entroterra è in buona parte condivisibile - scrive Anacleto Pierfranceschi. consigliere comunale Pdl - lo è quando parla di difesa degli ospedali di polo, di un'attenzione maggiore all'entroterra, quando parla di fermare la mobilità passiva in sanità cioè quel costoso fenomeno che vede i marchigiani migrare, soprattutto verso la Romagna, per ottenere più velocemente visite e controlli. Partiamo da questo. La Donini fa parte di un partito che in Regione è in maggioranza, quella stessa maggioranza che avalla e sponsorizza convenzioni con ambulatori nelle Marche che poi inevitabilmente finiscono per indirizzare i pazienti (con costi moltiplicati per le casse regionali) in Romagna. Questa una prima contraddizione. Secondo, la Donini sa che il declino degli ospedali dell'entroterra, Cagli per primo, è iniziato da tempo, compreso il periodo in cui era consigliere regionale. Cos'ha fatto in quel periodo per l'Ospedale di Cagli e quali sono stai i risultati? Troppo facile parlare oggi dopo che si è approvata la legge che crea l'Azienda Ospedali Riuniti, per meglio dire che ingloba Fano, passo fondamentale per poi passare all'Unico Ospedale futuro della nostra provincia che decreterà la fine come ospedale di diverse realtà ad iniziare da Cagli dove rimarrà solo lungodegenza e riabilitazione. Il centrosinistra, da sempre, ha cercato di accentrare tutto su Pesaro con l'avallo dei suoi esponenti politici. Non ci risultano nei momenti decisionali “voci fuori dal coro” se non a decisioni prese, mai prima. Questo uno dei motivi che mi vede a fianco del consigliere D'Anna. Egli denunciava in passato il rischio di uno spostamento di servizi lungo la costa e ne ha fatto una battaglia fuori e dentro il consiglio regionale, e continua tutt’ora ad opporsi con forza ad un progetto di svuotamento di servizi dall'entroterra, non solo sanità dunque, verso quello che la sinistra chiama la città metropolitana Pesaro-Fano. Quel progetto va fermato se non vogliamo che l'entroterra diventi solo e semplicemente un luogo dove attingere acqua, impiantare fabbriche malsane e discariche e impianti fotovoltaici. E visto che la Donini suggerisce emendamenti al Piano Socio Sanitario per fermare questa emorragia della sanità dell'entroterra, si attivi affinchè quelli presentati dal vicepresidente della commissione Sanità D'Anna, e che vanno nella direzione della tutela degli ospedali dell'entroterra, vengano recepiti e votati favorevolmente dai rappresentanti del partito della Donini in Regione”.

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