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giovedì 28 aprile 2011

La Lega Nord torna a vivacizzare il dibattito sull'ospedale

La Lega Nord torna a vivacizzare il dibattito sull'ospedale
Autore: m.c.
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CAGLI _ Sul problema dell’Ospedale di Cagli torna a vivacizzare il dibattito con un comunicato, anche Davide Briscolini coordinatore del Gruppo Lega Nord Cagli-Pergola: "L’allegato 6 della determina 240 del piano sanitario regionale sono tombali parole sul destino degli ospedali di rete; Cagli, Fossombrone, Pergola, Sassocorvaro; diverranno “case della salute” con ridimensionamenti o eliminazione delle chirurgie, laboratori analisi e punti di primo soccorso che potranno fare poco più che mettere cerotti. Cagli con l’azione di un comitato politicamente trasversale e di cui anche la Lega Nord fa parte ha sinora cercato una soluzione per vie politiche prendendo sottobraccio gli eletti della maggioranza indicando loro azioni ed iniziative ben precise: coinvolgimento dei sindaci del territorio, Ordini del Giorno per i consigli comunali, richiesta di organizzare il famoso incontro con l’assessore regionale Mezzolani, emendamento in commissione sanità regionale per l’introduzione del concetto di “Ospedali di Confine” da trattare secondo criteri diversi. Le vie politiche stanno impattando contro il muro di Spacca e di Mezzolani che parla come se la Determina 240 prodotta tre giorni prima non esistesse ed usa parole tanto rassicuranti in quel di Cagli, da far gioire il presidente della nostra comunità montana che definisce i timori sulla sorte della sanità locale come voci di paese; Speriamo che il caro Presidente Massimo Ciabocchi la smetta e soprattutto cessi con le sue uscite sulla stampa; lui di certo non ha meriti e forse non ha colto o non vuole che continui la “tregua” che in questo momento esiste a Cagli sul tema sanità tra le forze politiche, unite in un fronte comune. Come Lega Nord Cagli chiediamo, alla luce di una riduzione degli sbandierati tagli passati da 80 a 40 milioni che il piano sanitario ritorni in commissione; se così non sarà vuol dire che il problema non sono le risorse ma la volontà e allora tutto l’entroterra dovrà passare ad azioni più forti. Le priorità devono essere diverse, prima di tutto il diritto alla salute ed alla vita nei territori disagiati, poi vagliare evoluzioni, rimodulazioni, accorpamenti dei tanti ospedali sulla costa. Non è possibile che noi esistiamo solo per ospitare pale eoliche, discariche, cave o prosciugare le sorgenti d’acqua per gli assetati centri della costa. L’entroterra deve avere quello che gli spetta o troveremo il modo di chiudere il rubinetto".

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