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sabato 30 aprile 2011

OSPEDALE CAGLI - vari articoli-

clipped from www.google.it
“Massacrano il servizio pubblico a favore dei privati convenzionati”
Gambioli contesta le strategie di Ciccarelli e del Servizio Salute
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Cagli “Cosa sta accadendo alla Sanità della nostra provincia? Da una parte - scrive il segretario regionale del Pri Giuseppe Gambioli -si chiede di risparmiare e ridurre le spese sanitarie, dall’altra si prendono iniziative che aumentano la spesa. Ecco alcuni esempi: la fornitura dei medicinali per gli anziani delle case di riposo veniva effettuata attraverso la struttura ospedaliera, ora sempre più spesso si fa direttamente dalla farmacia con un aumento vertiginoso dei costi per l’azienda. Un problema che non corrisponde a quanto dichiarato dall’assessore Mezzolani quando afferma di aver incentivato la distribuzione diretta dei farmaci agli assistiti. E’ di questi giorni l'indagine della Corte dei Conti sui rimborsi gonfiati. La Gdf ha denunciato 26 dirigenti del Servizio sanitario regionale per i rimborsi di medicinali ad alto costo dopo un ricovero ospedaliero o una visita specialistica, corrisposti per intero anche quando non era dovuto, con un danno per l'erario di 5,5 mln. Le visite all’occhio per diagnosticare la cataratta il più delle volte sono doppie con un aumento sproporzionato della Tac sull’occhio con ricorso sempre più frequente alla struttura privata convenzionata; il centro di riabilitazione di Galantara per traumatizzati a causa della riduzione del personale e un curioso accorpamento con la lungodegenza, di fatto un declassamento, ha dovuto rifiutare le domande di ricovero passando da 70 a 50, con un incremento della spesa sanitaria favorendo, anche in questo caso ricoveri in strutture private, in particolare a Torre Pedrera e a Macerata Feltria con costi ben più elevati. Curioso il fatto che non venga rimpiazzata la logopedista che ha lasciato la struttura di Galantara per andare in quella privata di Torre Pedrera con una remunerazione ben più alta.

C’è forse la volontà di rendere le strutture pubbliche meno concorrenziali di quelle private? Si vuole regalare i piccoli ospedali di rete ai privati? Il Pri non ha nulla contro la sanità privata ma è inammissibile smantellare quella pubblica per favorire quella privata. E lo smantellamento dei piccoli ospedali è ingiustificabile sia dal punto di vista economico poiché non sono fonte di sprechi, sia dal punto di vista socio-assistenziale che sono indispensabili per le popolazioni che vivono in prossimità sull’Appennino.

I sindaci uniti per l’ospedale Celli
Documento da giorni al vaglio dei Consigli di tutti i Comuni dell’entroterra
blog it
Cagli Dalle parole ai fatti come dimostra la convocazione del tavolo di concertazione che ha visto uniti tutti i sindaci del territorio, il Comitato per la difesa dell’ospedale A. Celli e dei servizi socio-sanitari del Catria e Nerone, i rappresentanti locali dell'Asur e i consiglieri provinciali e regionali.

Ne è scaturito un documento che da giorni sta facendo il giro dei comuni dell'entroterra e che giovedì pomeriggio è tornato a Cagli per essere discusso e approvato in consiglio comunale.

Nel documento, finora approvato all'unanimità dai comuni di Acqualagna, Frontone e Cagli, è chiara la volontà di fare fronte comune contro il declassamento dell'ospedale Celli a Casa della salute e a qualunque riduzione, smantellamento o smembramento dei servizi sanitari del territorio. Secondo il documento il territorio di riferimento dell'ospedale A. Celli di Cagli è molto esteso con un'utenza diffusa ed una popolazione con età media elevata, l'area servita è totalmente montana, disagiata e al confine con l'Umbria che con gli ospedali di Città di Castello e Gubbio è in grado di attrarre utenza grazie alla migliore facilità di comunicazione viaria rispetto all'ospedale di rete di Urbino.

Evidenziato – continua il documento già approvato da tre Comuni - che l'ospedale di Cagli ed i servizi sanitari territoriali sono stati nel tempo riorganizzati, e che sono già ad un livello minimo essenziale al di sotto del quale non è possibile andare.

Si chiede alla giunta regionale di mantenere i servizi attualmente previsti per l'ospedale per l'acuzie al fine di garantire alla popolazione residente nei comuni della Comunità Montana del Catria e del Nerone adeguati livelli di assistenza sanitaria ospedaliera. Si chiede di sviluppare un progetto complessivo della sanità della nostra area montana condiviso e concertato con i sindaci del comprensorio comunitario, finalizzato alla qualificazione dell'ospedale A. Celli. Si chiede ancora di rafforzare l'esperienza consolidata di integrazione sociale e sanitaria mantenendo inalterato l'attuale assetto del Distretto Sanitario di Cagli – Ambito Territoriale Sociale n°3 anche alla luce delle possibilità di nuove forme sperimentali di gestione integrata dei servizi sociali sanitari previsti nel nuovo Piano Socio-Sanitario regionale.

Ora il documento dovrà essere approvato all'unanimità e senza modifiche da tutti i comuni restanti, solo così infatti potrà ottenere il giusto riconoscimento in Regione.
                                                                                                                                    Irene Ottaviani

Lega Nord minaccia Chiudiamo i rubinetti
Contro la costa
blog it
Cagli L'allegato 6 della determina 240 del Piano Sanitario regionale - scrive Davide Briscolini responsabile Lega Nord di Cagli e Pergola - sono tombali parole sul destino degli ospedali di rete. Cagli con l'azione di un Comitato politicamente trasversale e di cui anche la Lega Nord fa parte ha sinora cercato una soluzione per vie politiche prendendo sottobraccio gli eletti della maggioranza indicando loro azioni ed iniziative ben precise: coinvolgendo dei sindaci del territorio, ordini del giorno per consigli comunali, richiesta di organizzare il famoso incontro con l'assessore regionale Mezzolani, emendamento in commissione sanità regionale per l'introduzione del concetto di ospedali di confine da trattare secondo criteri diversi. Le vie politiche stanno impattando contro il muro di Spacca e di Mezzolani che parla come se la Determina 240 non esistesse. Come Lega Nord chiediamo, alla luce di una riduzione degli sbandierati tagli passati da 80 a 40 milioni che il piano sanitario ritorni in commissione; se così non sarà vuol dire che il problema non sono le risorse ma la volontà e allora tutto l'entroterra dovrà passare ad azioni più forti. Le priorità devono essere diverse, prima di tutto il diritto alla salute ed alla vita nei territori disagiati, poi vagliare evoluzioni, rimodulazioni, accorpamenti dei tanti ospedali sulla costa. Non è possibile che noi esistiamo solo per ospitare pale eoliche, discariche, cave o prosciugare le sorgenti d'acqua per gli assetati centri della costa. L'entroterra deve avere quello che gli spetta o troveremo il modo di chiudere il rubinetto”.

Non rinnovano figure strategiche
blog it
Cagli Il segretario regionale del Pri Giuseppe gambioli denuncia il fatto che alla luce di una lunga serie di fatti piuttosto contraddittori la domanda che viene spontanea “è come mai la politica sanitaria regionale crei tanti disagi nelle strutture pubbliche ospedaliere, non rinnovando figure strategiche chiavi (urologo, oncologo, logopedista, anestesista, ecc..) che mettono in crisi il servizio ospedaliero al punto da ricorrere poi alle strutture private? Quale beneficio economico c’è se addirittura le spese aumentano? Quale strategia esiste dietro una simile programmazione?”

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