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mercoledì 17 ottobre 2012

Teatro in carcere: ripartono le attività della Pioletta

Teatro in carcere: ripartono le attività della Pioletta

Sulla scia del successo dello scorso anno l'associazione La Pioletta di Cagli torna all’interno della casa di reclusione di Fossombrone.

La Pioletta è pronta a rilanciare, per l’autunno 2012, l’articolata serie di attività teatrali all’interno della casa di reclusione di Fossombrone.
Lo scorso anno, a seguito di un laboratorio teatrale condotto dall’attore/regista Fabrizio Bartolucci in collaborazione con la compagnia teatrale cagliese, a Fossombrone era stato portato in scena “ I Mulini a Vento”, tratto dal romanzo le avventure di Don Chisciotte della Mancia.


Dal 2002 La Pioletta è presente nel carcere di Fossombrone e dal 2004, con Bartolucci, conduce attività teatrale nella sezione levante (massima sicurezza) dell’istituto, attraverso la realizzazione di laboratori integrati, che prevedono la partecipazione contemporanea di attori esterni e i detenuti che si iscrivono al corso.

Ogni laboratorio coinvolge circa 10 / 15 interni oltre 3 o 4 esterni, inserito all’interno di progetti che vengono annualmente finanziati dall’ambito regionale.

“A Fossombrone, per il secondo anno consecutivo si è potuto rappresentare il lavoro alla presenza di un pubblico esterno; circa cento spettatori erano presenti, tutti fortemente emozionati e coinvolti. Questo è stato un grande traguardo, perché mai prima del 2011 era accaduto.
L’idea che anima il lavoro condotto a Fossombrone, non dissimile da quella sostenuta in altri carceri italiani, è quella di fare teatro nel vero senso del termine, esattamente come lo si farebbe fuori di lì, ovvero utilizzare un approccio esclusivamente di interesse artistico, con l’intento di sperimentare i diversi linguaggi che il teatro offre; questa è l’idea ispiratrice e lo scopo ultimo, al di là dei risultati raggiunti. E’ lo strumento artistico, forse più di ogni altro, che muove nell’animo dell’essere umano sentimenti profondi che appartengono indistintamente a tutti e che tutti, possono riconoscere e vivere” raccontano i membri della Pioletta, cercando di riassumere il senso più profondo di questa importante iniziativa.

Così il detenuto/attore Nicola Gissi ha commentato la sua esperienza teatrale, regalando un’emozione forte a tutti i presenti allo spettacolo: “è dall’esperienza negativa che si può trarre maggiore insegnamento, arricchendo così il nostro bagaglio culturale ed emozionale che è come un pozzo senza fondo: non si riempie mai. Ed ora eccoci qui, innanzi a voi affinché possiate considerarci non solo per le fredde documentazioni relative al nostro passato deviato, ma anche per quello che ognuno di noi nel migliorarsi giorno dopo giorno riesce a esprimere con la propria forza e con il proprio impegno e così trasmettere alla società, che anche chi come noi ha avuto un passato deviato, può migliorare e ha bisogno di un’altra possibilità”.

               Chiara Azalea

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