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lunedì 25 marzo 2013

Comunicato di SEL del Catria Nerone. Sanità e Case della Salute: Mezzolani si dimetta.

Comunicato di SEL del Catria Nerone. Sanità e Case della Salute: Mezzolani si dimetta.


La proposta di taglio dei posti letto  e la trasformazione degli Ospedali del nostro entroterra in Case della Salute, avanzata dall’assessore Mezzolani e dal Direttore generale Asur Ciccarelli, nell’ambito della più generale riorganizzazione della sanità regionale, rappresentano un autentico, violento attacco al diritto alla salute dei cittadini. Attacco che niente può giustificare.


 L’intera vicenda, nel suo dipanarsi già a partire dall’emblematica  ed inquietante questione della determina 240 del marzo del 2011, ci racconta un’avvilente storia dove arroganza e omertà si intrecciano sovente a scarsa lungimiranza, approssimazioni, supponente distacco dalle voci dei territori. Sia nel metodo che nel merito. La reazione di amministratori e dirigenti dello stesso Pd appare obiettivamente e colpevolmente tardiva, stante l’evidente volontà, più volte manifestatasi, dell’assessore Mezzolani di promettere nel tempo tutto ed il contrario di tutto a tutti, stante le mille prove date di scarsa volontà di apertura vera, di ascolto vero, di dibattito vero. Stante l’evidente volontà di rassicurare senza mai impegnarsi e la contraddittorietà degli atteggiamenti e delle decisioni. Stante l’evidente volontà di prender tempo, cercando di volta in volta accomodanti giochi di sponda, e presentare il conto a giochi fatti o quasi. Arroganza che, se ce ne fosse ancora bisogno, trova ulteriore conferma nella evidente volontà dell’assessore di non rispettare neanche la procedura che vorrebbe che il taglio dei posti letto fosse discussa e decisa annualmente nei Piani di Area Vasta approvati dalla giunta con il parere della Commissione Sanità e sentiti Comuni e province ( CAL ) e le categorie ( CREL ).


La verità è che gli ospedali di Cagli e Fossombrone si avviano a diventare, mestamente e dopo mille rassicuranti bugie, poco più che dei Poliambulatori, con l’eliminazione dei posti letto non solo per acuti, ma anche per post-acuzie e lungodegenze: privati cioè di ogni funzione di degenza ospedaliera, con un punto di primo intervento solo diurno assolutamente insufficiente e nessun laboratorio analisi  (solo un punto prelievi ). In questo quadro chiedere con forza le dimissioni dell’assessore Mezzolani appare una richiesta ovvia, inevitabile e persino insufficiente.


Sinistra Ecologia Libertà chiede parimenti la riapertura dell’intera partita della sanità regionale, ritenendo possibile oltreché necessario, in perfetta sintonia con quanto più volte affermato dal Comitato “La Salute ci riguarda “ "realizzare un progetto socio sanitario diverso condiviso quanto più possibile con cittadini, operatori sanitari, sindacati e amministratori, basato sulla massima integrazione e riqualificazione  dei servizi ospedalieri esistenti (anche attraverso l'innovazione tecnologica ), basato sulla eliminazione degli sprechi e dei doppioni, sulla definizione della mission e degli obbiettivi specifici di ogni singolo Ospedale, come è stato già fatto nella vicina Romagna (da alcuni definita integrazione selettiva )".


Invitiamo ad una mobilitazione forte e permanente, che non si riduca alla semplice resa dei conti all’interno del Pd, mobilitazione fatta di informazione, condivisione, se necessario presidi simbolici dei siti, manifestazioni presso le sedi istituzionali fino  alle dimissioni, come atto forte e di evidente gravità, dei consigli comunali interessati.


Rifiutando con energia l’ultimo atto di arroganza, ancorché di sottaciuto ricatto, ancora ieri operato a mezzo stampa dall’assessore Mezzolani quando ha affermato che l’alternativa a questa “riforma” è il Commissariamento. Prendere o lasciare.



Tradendo ancora una volta l’incapacità di certa classe politica a comprendere che ci sono tematiche che rappresentano veri e propri “nervi scoperti” nel comune sentire dei cittadini;  la sanità ( e quindi il diritto alla prevenzione e alla cura, ma anche tutto il discorso legato all’ambiente, ai depuratori, alle discariche etc.) così come l’acqua ed i beni comuni come beni universali e pubblici, non sono tematiche uguali a tante altre: coinvolgono sentimenti, fragilità, preoccupazioni, diritti fondamentali. La cui unica risposta sta nella buona politica capace di ascolto, trasparenza, condivisione e scelte responsabili.


Toni Matteacci

Responsabile SEL Catria Nerone

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