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sabato 23 marzo 2013

"Il consiglio comunale di Cagli si dimetta per salvare l'ospedale"

www.quiflaminiamarche.corrierenazionale.it

"Il consiglio comunale di Cagli si dimetta per salvare l'ospedale"

"Dimissioni immediate di tutto il consiglio comunale". La richiesta era già stata fatta nella seduta straordinaria dedicato all'ospedale dal consigliere di minoranza Anacleto Pierfranceschi ma a ribadirla, dopo la presa di posizione del sindaco di Cagli Patrizio Catena e l'autosospensione dal suo gruppo consiliare in Regione (ma non dal Pd) di Gino Traversini, è il movimento La Voce dell’Entroterra, per bocca di un altro consigliere di minoranza, Giuseppe Gambioli e di Marco Reali e Nadio Carloni.


"Prendiamo atto dell’intervento del sindaco di Cagli - spiegano - che chiede un incontro con il prefetto di Pesaro per lamentarsi del declassamento a Casa della Salute del nostro ospedale Celli. Un anno fa Catena aveva promesso, a seguito di nostre insistenti sollecitazioni, un’azione importante a difesa della struttura ospedaliera. Ora è troppo tardi, troppa acqua è passata sotto i ponti, la Regione ha deciso e l’iniziativa del nostro sindaco è solo di facciata.

Siamo comunque al suo fianco se vorrà organizzare una grande manifestazione che coinvolga i cittadini cagliesi sempre più allarmati".


"La Sanità - aggiungono - è un servizio indispensabile per queste zone già disagiate e l’assessore Mezzolani, se dovrà ridurre le spese sanitarie, come richiesto dalla spending review, non potrà effettuare altri tagli dal nostro piccolo ospedale ma eliminare quegli sprechi che ancora ci sono e in particolare ad Ancona. Basti pensare che spendiamo come personale amministrativo in percentuale il doppio della sanità lombarda che è tra le migliori d’Europa. E il declassamento del nostro ospedale addirittura aumenterà le spese sanitarie per un incremento della mobilità passiva, perché i cittadini saranno costretti a rivolgersi alle strutture ospedaliere di Gubbio e di Città di Castello.
La dimostrazione di una gestione fallimentare da parte della regione a danno dell’Entroterra che si perpetua negli anni e noi non possiamo avvallare".


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