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martedì 14 maggio 2013

“Corridona scorretto”. E la Cagliese ricorre

“Corridona scorretto”. E la Cagliese ricorre 

Corridonia – La Cagliese Calcio vuole la vittoria a tavolino. Non tanto perché quella sconfitta a Corridonia le è valsa la retrocessione, ma per gli eventi pre-partita che hanno senz’altro condizionato l’umore dei giocatori. Oltre che per un arbitraggio dai più giudicato parziale.

“A Corridonia sono successe delle cose molto gravi – spiega il direttivo della Cagliese Calcio - che nulla hanno a che fare con il calcio: quello che è avvenuto prima della partita ha del clamoroso. Appena arrivati dentro l'impianto di gioco, mentre la nostra squadra si stava dirigendo verso gli spogliatoi, approfittando del fatto che in quel momento era solo, un nostro giocatore veniva aggredito con un pugno in faccia e con una bomboletta spray in volto, da un loro tesserato, che poi è sceso normalmente in campo con il numero 4. Il nostro tesserato (Painelli) che doveva essere uno dei protagonisti della partita, ha dovuto subire un ricovero in ospedale e non ha potuto giocare a causa di questo fatto. Davanti agli occhi di Ciarlantini, del suo staff e dalla nostra società.
La partita è stata completamente falsata da questo episodio, con molti dei nostri giocatori che sono molto giovani che avevano paura di scendere in campo, convinti di andare a giocare un partita di calcio, non di andare a fare delle risse”.
La Cagliese calcio ha, quindi, presentato una denuncia e un ricorso, chiedendo la partita vinta a tavolino, perché il clima di terrore che l'allenatore del Corridonia e di conseguenza i suoi giocatori hanno creato niente hanno a che fare con lo sport e con i valori che esso insegna. Ci sarebbe piaciuto giocare la partita in condizioni di civiltà e di correttezza, magari stringendo la mano agli avversari in caso di sconfitta, ma questo non è stato possibile e allora andremo a fondo perché la verità venga a galla e sia fatta giustizia, sia penale che sportiva”.


La Cagliese calcio chiede giustizia

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