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venerdì 17 maggio 2013

Sanità: i sindaci del territorio chiedono un chiarimento in Regione

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Sanità: i sindaci del territorio chiedono un chiarimento in Regione

Cagli - La Casa della Salute di Cagli è una casa a livello intensivo alto, medio o basso? La Lungodegenza è intesa come reparto ospedaliero con una dotazione organica dedicata e un primario oppure no? Se no, cosa è e come funziona? Il punto di primo intervento ha personale dipendente ospedaliero dedicato o viene gestito da altri servizi? Se non è gestito da personale dipendente come viene gestito (118 e/o continuità assistenziale?) L'accesso diretto nelle cure intermedie e nella lungodegenza è consentito anche dal Ppi e dal 118 oltre che dal medico di medicina generale? Quale percorso di potenziamento è previsto per l'assistenza domiciliare e territoriale oltre che le attività semi residenziali e residenziali?
Sono queste le richieste di chiarimento sottoposte, ieri pomeriggio, alla commissione Sanità, scaturite durante la conferenza dei sindaci indetta lo scorso 13 maggio, nella sede della Comunità montana dal presidente Massimo Ciabocchi, su proposta del Comitato per la difesa dell’ospedale e dei servizi socio sanitari del Catria e del Nerone.
Le istanze sono state presentate al presidente della Commissione Francesco Comi dal consigliere regionale Gino Traversini, presente all’incontro con Comitato, sindaci e territorio insieme al collega Gianfranco D’Anna.
Si sono ritrovati tutti allo stesso tavolo, lo scorso 13 maggio, per discutere alcuni punti rimasti ancora oscuri del Piano sanitario regionale approvato dalla giunta regionale il 6 maggio.
A lanciare un nuovo allarme, qualche giorno fa, era stato Marco Rosati, referente per le guardie mediche, che aveva prospettato il rischio, concreto e immediato, di un depotenziamento drastico del servizio di continuità assistenziale nel territorio.
"Ora copriamo i territori di Cagli, Cantiano e Acqualagna in due – ha spiegato Marco Rosati, invitato all’incontro - con un collega su Piobbico e Apecchio. Voci accreditate ci hanno riportato la volontà di allargare la competenza a Serra e Frontone, ma affidando a un solo medico la copertura del territorio. Con un risparmio esiguo a fronte del danno per i cittadini".
Così nella sala del consiglio della Comunità montana, su invito e proposta del Comitato per la difesa dell’ospedale, sono stati convocati i sindaci dei Comuni di Cagli, Cantiano, Apecchio, Piobbico, Acqualagna, Frontone e Serra Sant’Abbondio per confrontarsi su questo nuovo allarme. Dopo una lunga e partecipata discussione, diverse le richieste di chiarimento formulate, accompagnate da un rigetto della proposta di riduzione della continuità assistenziale “anche perché non è coerente con il nuova assetto ospedaliero nel momento in cui si viene a chiedere un aumento dei servizi svolti dalla continuità assistenziale all'interno della struttura”.



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