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mercoledì 10 aprile 2013

Concerti, masterclass e un documentario

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Concerti, masterclass e un documentario

Il concerto sarà il 14 aprile. Ma l'arrivo di Ramin Bahrami a Cagli è molto più di questo. Si dilata nel tempo, l'ennesimo importante appuntamento del cartellone di Cagliprimaateatro, con una serie di appuntamenti oltre il palco del teatro, dall'11 al 27 aprile.


Uno dei più grandi interpreti al mondo di Bach, a Cagli proporrà un concerto con Massimo Mercelli al flauto e una masterclass aperta agli allievi che si concluderà con un concerto d'orchestra della fides musica.


Bahrami è già a Cagli con il suo staff, compreso il regista Gabriele Cazzola che farà un documentario sull'attività nel teatro comunale e che dal 2000 collabora con Muti.


Sabato 13 aprile alle 17.15, il presidente dell'Istituzione Teatro Massimo Puliani presenterà il libro Di tanti palpiti, curato da Vittorio Emiliani, che ha dedicato al teatro di Cagli l'immagine di copertina


Il primo degli appuntamenti con Bahrami è Il Flauto di Bach, il concerto alle 17.15 di domenica 14 aprile: il pianista dividerà il palcoscenico con un altro virtuoso musicista amante del compositore tedesco, Massimo Mercelli.


Che Bach sia la passione primaria di Bahrami è ormai noto, una passione che lo folgorò fin da giovane: a 11 anni infatti fu costretto a fuggire dall'allora Persia e, tramite una borsa di studio, iniziò a studiare in Italia.


Il maestro italiano di pianoforte Piero Rattalino, colui che ha insegnato a quasi tutti i grandi pianisti italiani, dice di Bahrami: “Ramin Bahrami scompone la musica di Bach e la ricompone in modi che risentono di un modello, Glenn Gould, senza veramente assomigliare al modello. Io gli ho insegnato a sopportare il morso, ma non l’ho domato; e spero che continui ad essere com’è” -


La critica tedesca lo considera: “un mago del suono, un poeta della tastiera; artista straordinario che ha il coraggio di affrontare Bach su una via veramente personale” (Leipziger Volkszeitung).


La ricerca interpretativa del pianista iraniano è attualmente rivolta alla monumentale produzione tastieristica di Johann Sebastian Bach, che Bahrami affronta con il rispetto e la sensibilità cosmopolita della quale è intrisa la sua cultura e la sua formazione. Le influenze tedesche, russe, turche e naturalmente persiane che hanno caratterizzato la sua infanzia, gli permettono di accostarsi alla musica di Bach esaltandone il senso di universalità che la caratterizza.


Allievo dei celebri flautisti Maxence Larrieu ed André Jaunet, Massimo Mercelli a soli diciannove anni è diventato primo flauto al Teatro La Fenice di Venezia.



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