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venerdì 12 aprile 2013

Il Piano sanitario scontenta l'Area vasta 1

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Il Piano sanitario scontenta l'Area vasta 1

"Non potevano esserci parole di appezzamento per questo Piano sanitario. Ma neppure uno di noi ha mostrato una minima volontà di appoggiare un'idea tanto iniqua e scellerata". Lo riassume il primo cittadino di Cagli Patrizio Catena il pensiero dei 46 sindaci dell'Area vasta 1, riuniti ieri a Urbino e tutti d'accordo: la proposta di riforma firmata dal direttore Ceccarelli non va.


"Molti dei sindaci hanno lavorato all'ospedale di Cagli, conoscono questo territorio e proprio non potevano spiegarsi come fosse nata un'idea simile". Un'idea che il sindaco di Cagli, sentiti i capogruppo in consiglio comunale, ha contestato nella forma e nella sostanza ieri mattina, nell'audizione davanti allo stesso Ceccarelli, al presidente della Commissione sanità Comi e all'assessore Mezzolani.


Impossibile smantellare un pezzo dopo l'altro l'entroterra, per il consiglio cagliese, per di più con una proposta completamente squilibrata rispetto al resto delle Marche, con la provincia di Ancona che si ritrova il doppio dei posti letto per mille abitanti rispetto a Pesaro e Urbino. Anche per questo, ha detto il sindaco, "non siamo disposti a contrattare al ribasso. Si parta da un punto fermo: la lungodegenza e i dieci posti letto per gli acuti".


"Se la nostra provincia - ha aggiunto il sindaco - riesce ad avere un buon livello di sanità (perché nessuno mi ha dimostrato il contrario) con 2,4 posti letto ogni mille abitanti (ce ne sono altri, ma, di fatto, affidati a privati), che si arrivi a questo numero anche nelle altre province marchigiane". Come a dire che, evidentemente, questa provincia non si è mai tirata indietro quando le sono stati chiesti sacrifici. Nessuna questione di campanile: "Mantenere questa struttura significa produrre molto più risparmio di quanto ce ne sarebbe chiudendola. Parlo di mobilità passiva, una spesa già notevole, che potrebbe solo aumentare chiudendo strutture in aree più vicine all'Umbria e alla Toscana che alla costa".


Se il sindaco di Urbino Corbucci si è impegnato a convocare l'assessore Mezzolani alla conferenza dei sindaci, il comune di Cagli ha dato mandato per presentare ricorso al presidente della Repubblica. E la città, con quelle del comprensorio del quale è capofila, si sta impegnando in una battaglia che punta a sostenere le sue istituzioni e ad accendere un faro su una situazione a tratti grottesca.


"Ho presentato un'interrogazione - spiega il consigliere regionale Gino Traversini - perché la giunta mi spieghi i criteri secondo i quali alcuni presidi rientrano tra quelli con situazione di particolare difficoltà e altri no. Se distinzioni si fanno, che si spieghi con quale criterio. E se tagli si devono fare, che si facciano con criterio".


Domani i sindaci della comunità montana del Catria e Nerone con un rappresentante della provincia di Pesaro e Urbino saranno ad Ancona per farsi sentire dal consiglio regionale, mentre sabato manifesteranno a Cagli, a partire dalle 10.



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