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domenica 21 aprile 2013

Tutti a terra per risollevare Cagli

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Tutti a terra per risollevare Cagli

URBINO - "E se a Urbino non c'arriviamo? Non uccidete l'entroterra". Per evitare di vedere crollare il proprio territorio, a terra ci si sono buttati loro. Questa mattina, una trentina di cagliesi si sono ritrovati davanti all'ospedale di Urbino per un'altra, spettacolare, protesta contro il Piano sanitario regionale che vorrebbe vedere ridotti a casa della salute, i presidi ospedalieri dell'entroterra.


Un territorio troppo vasto e complicato, spiegano i ragazzi, quello che fa capo all'ospedale di Cagli per non tenerne conto quando si parla di razionalizzazione.


Questa mattina il numeroso gruppo è arrivato fin davanti all'ospedale di Urbino indossando magliette con su scritto “l’ospedale di Cagli non si tocca”.


Si sono buttati a terra, sono rimasti sdraiati per qualche secondo e, senza disturbare, ma attirando sguardi curiosi e non pochi applausi, sono tornati da dove erano venuti.


Se la riforma dovesse togliere posti letto all'ospedale di Cagli, quello di Urbino diventerebbe l'ospedale più vicino, pur se distante fino a 70 minuti da alcune frazioni di Cagli.


Nonostante da due giorni si parli di segnali di apertura (e le audizioni dei sindaci vadano in questa direzione), i ragazzi di Cagli non si fermano: nuove, inusuali, iniziative serviranno a gridare il loro no allo svuotamento ulteriore di un territorio che, dicono, "non vogliamo vedere morto".




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